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Le comuni esperienze e le buone prassi di isole e territori che, per particolari condizioni geografiche e storiche, si trovano in una situazione di oggettivo svantaggio nel contesto europeo. Uno svantaggio che condiziona la crescita, la competitività e lo sviluppo. Sono i temi del seminario, promosso dal Comitato europeo delle Regioni, in programma ad Ajaccio lunedì 3 aprile. Interverrà, in rappresentanza del presidente Pigliaru, l'assessore degli Affari generali, Filippo Spanu, che aveva seguito, nel precedente incarico di capo di Gabinetto della presidenza della Giunta, il percorso sfociato nell'intesa fra Sardegna, Corsica e Baleari sottoscritta nello scorso novembre a Palma di Maiorca.

L'accordo, nato dall'esigenza di avere una visione comune dei problemi legati all'insularità e dalla volontà di portare insieme all'attenzione di Bruxelles progetti e istanze di sviluppo, è stato firmato dai presidenti delle tre Regioni, Francesco Pigliaru, Gilles Simeoni e Francina Armengol, tutti componenti del Comitato delle Regioni. Il seminario, che si terrà al Palazzo dei Congressi, sarà aperto dall'intervento del presidente del Consiglio esecutivo della Corsica Gilles Simeoni.

Assieme a Filippo Spanu animeranno poi il confronto sul tema "Le Politiche dell'Ue per regioni insulari, di montagna e rurali", Patrick Anvroin, direttore della Conferenza delle Regioni periferiche e marittime, Marie Antoinette Maupertuis, componente del Consiglio esecutivo della Comunità territoriale della Corsica, Stiofan O Cualain, responsabile dell'Udaras na Gaeltachta (l'istituto si occupa della lingua gaelica), Jean Felix Acquaviva, che fa parte dell'Associazione europea dei rappresentanti eletti dalle regioni montane, Gary Robinson, leader del Consiglio delle Isole Shetland e, nel ruolo di moderatore, Stanisaw Szwabski, componente del CdR e presidente del Gruppo Alleanza europea. Il tema dell'insularità è centrale nelle politiche portate avanti dalla Giunta guidata da Francesco Pigliaru che, per la prima volta, ha misurato gli svantaggi causati dalla condizione geografica ottenendo dal Governo italiano, con i tre miliardi del Patto per la Sardegna, le risorse per mitigarli.