"E' molto difficile fare una battaglia sui diritti civili anche all'interno del Pd: i temi che qualcuno chiama temi etici, secondo me sono temi di diritti civili e di diritti umani. Dentro il partito, molti si nascondono dietro il caso di coscienza".
Lo sostiene la senatrice dem Monica Cirinnà, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della tour in Sardegna a sostegno della candidatura di Andrea Orlando a segretario nazionale. "Mai per la tua coscienza si possono limitare diritti di altri – ha sottolineato – credo che questo congresso sia un luogo politico nel quale discutere, dove schierare il partito a sinistra e affermare liberamente e limpidamente che tutti i diritti sociali e civili devono essere motivo e scopo del prossimo partito democratico".
"La posizione della Chiesa è la stessa che ha avuto sulle unioni civili, la stessa che abbiamo visto con i Family day e la stessa di quella parte della Chiesa conservatrice che, piuttosto che aprire al cambiamento, abbraccia incomprensibilmente per i più addirittura Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle. Plaudo con grande piacere alle parole di monsignor Galantino che, da segretario della Cei – aggiunge Cirinnà – tiene fuori la Conferenza episcopale sarda dalle contese politiche".
"Dopo il timido passo fatto con le unioni civili, una legge importante che ha dato riconoscimento e felicità a tante persone, arriva in Senato il biotestamento e si sa quale siano le difficoltà dei numeri in Aula. Io sono parzialmente ottimista, ma non troppo. L'Italia comincia ad affacciarsi alla civiltà – ha aggiunto – in realtà il freno a mano sui diritti è ancora tirato. Noi siamo fermi in Senato con alcune leggi importanti, prima tra tutte lo ius soli. Ricordo che ci sono 650 mila persone nate in Italia che per il nostro Stato non esistono. Abbiamo il freno a mano tirato in commissione giustizia al Senato su leggi importantissime come quella sull'omofobia, sul cognome della madre, sulle origini biologiche e sulla tortura", ha concluso Cirinnà.







