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«Ci sono evidenti anomalie nei recenti concorsi regionali riservati ai diversamente abili e, se la Regione non interviene, è lei la vera “non vedente”». La denuncia arriva da Ermelinda Delogu, dirigente regionale del Dipartimento sociale di Italia Attiva Sardegna, che sollecita la giunta guidata da Francesco Pigliaru verso una politica più inclusiva nei confronti dei disabili nel mondo del lavoro e chiede l’immediata verifica su quanto stia accadendo all'interno dell'ASPAL in merito alla copertura dei posti per la quota disabili.
 
«Dopo tre anni di farse e false azioni – commenta Delogu – la Regione Sardegna tramite il direttore generale dell'ASPAL, Massimo Temussi e il nuovo assessore al Personale, Filippo Spanu, in poco tempo ha dato avvio a due concorsi in apparente applicazione della legge 68/99. Ci sarebbe da fargli un plauso se non fosse che, dopo una breve analisi, in particolare nel primo spiccano forti incongruenze nell’applicazione delle disposizioni che la stessa legge prevede. I posti disponibili sarebbero stati divorati da un sistema simile al gioco delle tre carte, sottraendo possibilità a chi risulta fuori da questo circuito privilegiato. Cercheremo di capire se tutto risulta in regola».
 
La dirigente del partito guidato da Tore Piana sposta quindi il tiro sul concorso dell’assessorato al Personale, a suo dire “la dimostrazione provata anche ai più scettici” della politica vorace del Cagliaricentrismo: «In questo secondo contesto i posti messi a disposizione dal bando risultano in totale 35, di cui uno a Olbia-Tempio, uno a Oristano, “addirittura” tre a Sassari e ben trenta riservati a Cagliari».