"Nonostante il divieto di sciopero per i Docenti e gli Ata delle Scuole Superiori, il boicottaggio dei quiz Invalsi in Sardegna è oggi ottimamente riuscito grazie all’indisponibilità alla collaborazione per l’effettuazione degli insulsi indovinelli da parte di tanti docenti ed alla significativa adesione alla protesta di tantissimi studenti (con il beneplacito di moltissimi genitori che hanno capito quanto sia inutile e deleterio questo rito per i loro figli quindicenni)" – Lo comunica Nicola Giua, portavoce di Cobas Scuola Sardegna.
"Tutto ciò a riprova che il mondo della scuola, nonostante il vergognoso divieto di Sciopero, sta dando una grande risposta ed urla di non condividere questa pratica dei Quiz, assolutamente avulsa dalle attività didattiche quotidiane – prosegue – e si ribella alla cosiddetta 'Buona Scuola' che in questo secondo anno di applicazione, alla faccia delle pompose premesse, ha peggiorato gravemente la situazione nelle e delle Scuole Pubbliche in particolare alle scuole superiori con l’indegna 'alternanza scuola-lavoro'".
"Inoltre, molti dirigenti scolastici (proprio perché queste classi sono le uniche che “fanno numero”), dedicano grande attenzione e usano tutto il loro potere di “persuasione” nei confronti di Docenti ed Ata affinché in tali classi i quiz si svolgano “costi quel che costi” – denuncia – anche oggi, infatti, abbiamo avuto notizia di gravi episodi di intimidazione, da parte di taluni dirigenti scolastici, sia nei confronti di docenti che di studenti (con variegate “minacce” di ordine disciplinare) i quali non volevano sottoporre e sottoporsi ai test Invalsi".
"Perché l’istituto invalsi non fornisce i numeri relativi allo svolgimento dei quiz sul totale delle classi coinvolte ma prende come parametro solo le cosiddette classi “campione” che sono solo una o due per Istituto? – conclude – La risposta è assolutamente chiara: in tal modo si vedrebbe in maniera cristallina e numericamente corretta la contrarietà della scuola (Docenti, Ata, Studenti e Genitori) agli Invalsi nonostante il vergognoso divieto di sciopero. Insomma, la valutazione predisposta dai docenti dovrebbe cedere completamente il passo a quella estrapolata dai quiz standardizzati, considerati il più “qualificato” strumento per giudicare gli apprendimenti, con il conseguente ridimensionamento dell’intera professione docente".







