Rimane in bilico la sostituzione dei consiglieri regionali sospesi per effetto della legge Severino dopo la condanna per peculato aggravato nel primo maxi processo per l'uso illecito dei fondi destinati all'attività dei gruppi.
La Giunta per le elezioni, riunitasi oggi sotto la presidenza di Eugenio Lai (Art.1-Sdp), ha infatti solo preso atto della sospensione dei tre – Oscar Cherchi (Fi), Alberto Randazzo (Fi) e Mario Floris (Uds) – rinviando alla prossima settima la surroga. Se, infatti, per la sostituzione di Floris e Randazzo la strada è tutta in discesa – entreranno rispettivamente Gennaro Fuoco e Mariano Contu, anch'egli indagato nell'ultimo troncone dell'inchiesta sui fondi – quella di Cherchi sta creando un nuovo caso all'interno dell'Assemblea sarda. Negli ultimi giorni si è acceso lo scontro tra i pretendenti al seggio, i due sindaci di San Nicolò D'Arcidano, Emanuele Cera, primo dei non letti nella circoscrizione di Oristano, e di Paulilatino, Domenico Gallus, secondo dei non eletti.
Quest'ultimo sostiene di avere diritto al posto in Consiglio in quanto Cera non si sarebbe dimesso dal Cda della Saremar prima della sua candidatura alle regionali del 2014, per questo ha già presentato una diffida. Cera, invece, si dice pronto a dare battaglia anche in tribunale per vedersi riconoscere il seggio. Anche lui ha consegnato una memoria alla Giunta per le elezioni, che a questo punto potrebbe chiedere un parere legale per sbrogliare la matassa.







