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Le dimissioni dell’assessore ai lavori pubblici Paolo Maninchedda sono una presa d’atto del fallimento della giunta di centrosinistra guidata da Francesco Pigliaru, fallimento di cui i sardi hanno preso atto già da parecchio tempo.

Questi tre anni di governo hanno costituito un esempio forse mai cosi chiaro di degrado politico e declino della politica regionale: una giunta di professori lontanissima dalle necessità e dai problemi che i sardi ogni giorno vivono sulla propria pelle.

L’assessore Maninchedda, nel suo tentativo – solo sulla carta e nei fatti vano e assai debole – di farsi portatore di istanze autonomiste e di sardità politica, si è accorto dopo tre anni di essere parte integrante della giunta meno autonomista e sarda della storia della nostra regione.

Mai nessuno esecutivo regionale, nella storia dell’autonomia, è stato cosi debole, di basso profilo e alla mercè dei governi nazionali, governi dei quali peraltro l’attuale giunta regionale sulla carta avrebbe dovuto essere “amico” , considerata la comune trazione a guida Partito Democratico.
Questo atto di chiarezza da parte dell’assessore Maninchedda fa luce sul grande fallimento politico del centrosinistra che governa la Regione.

Ora, dopo di lui, anche gli altri responsabili del disastro Sardegna dovrebbero prendere l’esempio e rassegnare le proprie dimissioni ad iniziare dal presidente Pigliaru.

Ma non lo faranno perchè l’attaccamento al potere e alle poltrone in questi signori è più forte di qualsiasi altro aspetto. Oggi la Sardegna versa in condizioni disastrose: la fallimentare gestione del business dell’immigrazione clandestina con l’arrivo di migliaia di stranieri gestiti attraverso una squallido scaricabarile sulle amministrazioni locali, la tragedia di una sanità al collasso che non riesce a garantire i servizi essenziali ai cittadini, un’amministrazione regionale piegata agli interessi e ai giochetti degli amici romani, un’autonomia quotidiamente derisa e calpestata, la camera di commercio di Nuoro a rischio soppressione per volontà della politica siciliana, l’ospedale di Thiesi che chiude per ferie, i dipendenti dell’aeroporto di Alghero a rischio licenziamento per le politiche dell’assessore Deiana poi premiato per le sue deleterie scelte, i cantieri infiniti sulla 131, i giovani sardi che scappano a migliaia per mancanza di lavoro e opportunità, i licenziamenti nei call center sbandierati dal centrosinistra come successi politici e che puntualmente si trasformano in macerie sociali ed umane.

Siamo dinnanzi ad una paralisi e ad un fallimento politico senza precedenti: chiedo che il presidente Pigliaru si presenti in aula e riferisca sulla crisi politica e istituzionale in corso. Non è pensabile che il centrosinistra continui a prendere in giro la Sardegna e i sardi per nascondere le proprie divisioni e il suo fallimento.

Marcello Orrù – consigliere regionale gruppo Psd’az