I 23 lavoratori che effettuano, per conto del Consorzio Progetto Multiservizi di Roma, i servizi di facchinaggio per la Regione, sono nuovamente sul piede di guerra.
Dopo l'aggiudicazione del servizio in seguito ad un bando che era stato a suo tempo contestato dagli stessi operatori per il taglio del 40% degli stipendi, ora la vertenza rischia di finire in tribunale con un esposto già pronto per essere presentato.
"La Regione sta verificando in queste ore i corretti adempimenti conseguenti alla stipula del contratto d'appalto, che secondo noi sono espletati in maniera difforme – spiega all'ANSA uno dei portavoce Piermattia Matzuzzi – il lavoro, che comunque viene garantito, non viene portato avanti al meglio per la mancanza di mezzi e attrezzature idonee. Visto che si parla di soldi pubblici, ben 3,6 milioni di euro – aggiunge – la Regione ha il dovere di vigilare e lo avrebbe dovuto già fare nei venti giorni dalla stipula del contratto che è stato sottoscritto entro l'11 aprile.
Inoltre – precisa – assistiamo al mancato rispetto dell'impegno sottoscritto all'assunzione delle 26 unità previste tra i lavoratori precedentemente impiegati, anzi a tre persone non è stato rinnovato il contratto e c'è stata la riduzione dell'orario lavoro per i colleghi di Sassari e Tempio".







