Non piace a Renato Soru la nuova legge urbanistica varata dalla Giunta Pigliaru. "Nulla contro il governatore – precisa il 'padre' del Piano paesaggistico regionale (Ppr) a suo dire depotenziato con il provvedimento dell'esecutivo – ma vorremmo regole chiare senza essere legati all'arbitrio del funzionario o dell'assessore del momento".
Il Soru-pensiero è emerso per la prima volta – finora l'ex presidente della Regione non si era mai espresso in merito – in occasione del convegno "Governo del territorio, legge urbanistica: uno sguardo europeo", da lui stesso organizzato. Presente ma non invitato l'assessore Cristiano Erriu.
"Lo dico proprio perché ancora non è iniziata la discussione in Assemblea – esordisce Soru – c'è il disegno di legge della Giunta, ma ce n'è anche uno proposto da alcuni consiglieri, che io stesso ho contribuito a scrivere". Si riferisce alla proposta firmata Salvatore Demontis e Alessandro Collu, entrambi del Pd: 64 articoli in circa ottanta pagine.
"Una legge ordinata, di più facile lettura, comprensibile a tutti, in genere le leggi ben scritte sono quelle più piccole, semplici", osserva. E la legge Erriu-Pigliaru? "Ha 240 pagine e 113 articoli: chi sarà mai il geometra, l'impresario che la studia? Non ci dovrebbe essere bisogno di grandi sacerdoti per interpretarla, ma di condivisione diffusa attorno a un testo snello". E poi non risolve il vuoto del Puc, il Piano urbanistico comunale, adottato solo da 16 Comuni su 377.
"Trovo la Demontis-Collu più coerente nei diversi passaggi per quanto riguarda l'attuazione di un Ppr e la scrittura di un Puc – ribadisce – inoltre le regole sono molto più comprensibili da un sindaco". In generale, argomenta l'ex segretario regionale del Pd, "non sono contro la legge Pigliaru-Erriu, sono perché la legge urbanistica si faccia subito, ma bene, nel segno dell'opera di sburocratizzazione iniziata con la mia presidenza e proseguita proprio con questa Giunta".
Niente contro Francesco Pigliaru: "Ci mancherebbe, è il mio presidente, ho girato la Sardegna per chiedere il voto per lui, di certo non sono felice di fare qualcosa contro di lui". Ma, semplicemente – e in questo pecca la legge della Giunta – "vorremmo regole chiare senza essere legati all'arbitrio del funzionario o dell'assessore del momento. Le regole ci rendono tutti più forti, chi vuol fare impresa, chi vuol fare le vacanze, chi vuole essere d'aiuto ai propri figli, ognuno deve poter fare bene quello che vuole in un quadro di regole e non di mistero che solo pochi sacerdoti conoscono".







