Un pezzo di Sardegna pieno di "paesaggi secchi e dorati" e "tramonti infuocati". Ma lontano dalle località più conosciute e piene di turisti. La Planargia e un paese chiamato come il titolo del libro, "Amantia" (L'Erudita, Giulio Perrone Editore), il primo romanzo di Davide Ciliberti, comunicatore e giornalista. È un noir che parla di un delitto mai risolto e che si ispira a una vicenda realmente accaduta.
"Una lettura – spiega l'autore – che invita alla scoperta di una Sardegna incantevole quanto inedita". Una storia che racconta paesaggi molto particolari. E che suona come un invito a lasciare per un attimo spiaggia e casa al mare. E inoltrarsi per la statale 129 bis da Bosa a Sindia. Il romanzo è ambientato in un inizio d'estate negli anni '50. Con la notizia di un omicidio in Sardegna che arriva alla grande fabbrica di Torino.
Un fatto di cronaca, per quasi tutti. Ma non per il giovane protagonista che lascia la tuta da operaio e inizia il suo viaggio verso l'isola. Il treno sino a Genova, poi il battello, la corriera ed infine la camminata sulla strada che da Bosa (Trerose) si arrampica verso Macomer, alla volta di Amantia, nome di fantasia con marcata assonanza a Sindia. Addosso ha una giacca di velluto verde. E in tasca un revolver. Il romanzo, in libreria verso fine giugno, sarà presentato in anteprima nazionale a Milano nello show room di Antonio Marras.







