In Sardegna oggi la sanità è la più grande azienda pubblica, "con circa 20.000 dipendenti", e la copertura dei costi, "3.318 milioni secondo la Finanziaria 2017, è per il 98% dal bilancio regionale, il 2% dallo Stato e lo 0% da fondi europei". E' da questi dati che Italia Attiva parte per affermare che "la Sardegna non è più nella situazione di sopportare il 100% dei costi della sanità regionale".
Secondo il presidente Tore Piana "vi è l'esigenza di riottenere la compartecipazione dello Stato, come in tutte le altre regioni italiane alle quali viene garantito nella misura di circa il 50% dell'intera spesa". L'accordo fra Renato Soru e Romano Prodi e la vertenza entrate, a distanza di anni, "si sono conclusi lo scorso anno attraverso il riconoscimento di poco più di 900 milioni di euro ed un piccolo cofinanziamento dello Stato sulla continuità territoriale a fronte dei 10 miliardi accertati – osserva Piana -.
Lo Stato non ha rispettato il patto con la Sardegna sulla vertenza entrate e male ha fatto il presidente Pigliaru a soccombere. Possiamo affermare oggi che Roma da 11 anni (tre anni di governo di Soru, cinque di Cappellacci e tre di Pigliaru) deruba alla Regione circa 1.650 milioni all'anno".