Ha negato tutto Rossana Serra, la direttrice di 57 anni della casa di riposo "Residenza famiglia" di via Aosta a Nuoro, ascoltata oggi nella nuova udienza del processo che la vede imputata, insieme al presidente Gianluigi Masala, di abbandono di incapace, somministrazione di farmaci scaduti e omicidio colposo. La donna ha parlato per tre ore rispondendo all'esame del suo avvocato Francesco Lai e del pm Giorgio Bocciarelli.
E si è battuta per negare le sue responsabilità nel suicido della pensionata di Mamoida, lanciatasi dal quarto piano della struttura nel luglio 2013, e della morte di un anziano per disidratazione avvenuta nel gennaio 2014. "Nessuno dei mie dipendenti mi ha mai detto che la signora di Mamoiada aveva tentato il suicidio 10 giorni prima. Se lo avessi saputo avrei chiesto un ricovero in Psichiatria", ha detto la direttrice. Una versione contestata dal Pm, che ha ricordato all'imputata le dichiarazioni rese da molti operatori socio sanitari, secondo i quali loro stessi l'avevano informata delle condizioni mentali della pensionata, per questo le era anche stato chiesto di staccare le maniglie delle finestre per impedire possibili gesti estremi, poi effettivamente avvenuti. Quanto all'anziano deceduto per disidratazione, Rossana Serra ha fatto leva sulle disposizioni stringenti da lei impartite proprio per far bere i liquidi necessari ai degenti.
Le contestazioni riguardano anche il sovrannumero degli ospiti, le scarse condizioni igieniche, l'esiguità dei pasti e il personale insufficiente. "Per un certo periodo abbiamo accolto qualche persona in più ma per una circostanza ben precisa – ha replicato la direttrice – Era stato il vescovo Mosé Marcia nell'aprile 2013, quando venne chiusa la struttura Sacro Cuore, a pregarmi di accogliere altri dieci anziani per un breve lasso di tempo. La cosa poi è andata avanti per molti mesi e ci siamo trovati a fronteggiare nuove emergenze: potenziamento del personale, dei pasti, dei servizi. Ma abbiamo sempre cercato di gestire tutto al meglio". L'udienza è stata aggiornata al 28 settembre quando verrà sentito l'altro imputato, il presidente Gianluigi Masala.