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“Se tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel sistema che dovrebbe garantire salute e sicurezza nel lavoro non decideranno di pianificare al più presto un piano d’azione che viaggi sul doppio binario della prevenzione e dei controlli a tappeto, continueremo ad assistere a incidenti sul lavoro come quello di stamattina, dove ha perso la vita il giovane lavoratore Stefano Etzi”: lo ha detto la segretaria della Fillea Cagliari Erika Collu aggiungendo che “certamente occorre ricostruire la dinamica dell’incidente per capire ciò che è accaduto ma al di là di questo singolo caso il fatto che in edilizia si lavori troppo spesso in nero e senza il rispetto delle regole di salute e sicurezza è qualcosa di già accertato davanti alla quale si può intervenire, prima di tutto intensificando le ispezioni e  investendo nella prevenzione, perché il contrario è la dimostrazione che non viviamo in un Paese civile”.
 
La crisi ha falcidiato i posti di lavoro, eppure in edilizia si continua a morire oppure a ferirsi anche in modo grave, perché non c’è rispetto delle regole e a pagare è sempre l’anello più debole, il lavoratore costretto a rischiare perché non ha alternative: “Nessuno deve essere messo in questa condizione – ha concluso Erika Collu – ci aspettiamo che venga immediatamente convocata la Commissione regionale che si occupa di questa materia e che si avvii al più presto un piano di contrasto, magari partendo anche da progetti sperimentali su singoli settori e su singole aree, per poi verificare qual è il modo migliore per estendere la cultura della sicurezza nel lavoro. Secondo il sindacato questo dovrebbe rappresentare una delle priorità di azione, delle imprese ma anche di chi ha responsabilità politiche.