"Ormai è diventata una voce unica la richiesta che il Consiglio Regionale metta mano, per rivederla in molte parti, alla riorganizzazione della rete ospedaliera proposta dalla Giunta. Per l'Esecutivo sarebbe a dir poco inopportuno e infelice scelta politica far finta che lo scorso 6 luglio per la Sanità non sia successo niente, quando non meno di 4.000 persone assieme a molti rappresentanti delle comunità locali si sono messi in viaggio da tutti i territori per esprimere la preoccupazione sul futuro dell'organizzazione sanitaria, quindi per la salute dei singoli cittadini", lo ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Ignazio Ganga. Il progetto proposto dalla Regione, secondo la Cisl, riscontra "reazioni negative perché non ha mai tenuto in seria considerazione le sensibilità espresse dai territori, men che meno le istanze del sociale organizzato".
Secondo la Cisl regionale la riforma "è partita al contrario: anziché dalle esigenze locali ha preso il via dalla riorganizzazione della tecnostruttura organizzativa e dalla preoccupazione dominante della sua sostenibilità finanziaria e di contenimento della spesa pubblica. Questa impostazione accentratrice rischia di prefigurare un complessivo arretramento dell'intervento pubblico soprattutto nelle periferie più esposte, mettendo in seria difficoltà la coesione di interi territori".
La Cisl sostiene "da tempo l'idea per cui la Regione debba adattare il modello sanitario alle peculiarità di un'Isola che fatica a garantire i livelli essenziali di assistenza e che non può cancellare con un colpo di spugna presìdi ospedalieri utili a garantire il diritto alla salute in realtà con specificità geografiche e territoriali delicate e meritevoli di una attenta considerazione da parte della Regione. Una sanità che dovrà raccordarsi maggiormente con la dimensione del welfare. Per la Cisl l'approccio sindacale al comparto sanitario continuerà ad essere esercitato nel duplice riferimento al paziente e a coloro che operano nel sistema dell'offerta del servizio sanitario e socio/assistenziale che sembrano scivolare in secondo piano".







