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Carlo Sanjust (Pdl), indagato per peculato nell'ambito dell'inchiesta-bis della Procura di Cagliari sull'utilizzo dei fondi destinati ai Gruppi dell'Assemblea sarda, dovrà giustificare in particolare la spesa di 20mila euro di fondi che secondo gli inquirenti avrebbe utilizzato per il suo matrimonio, rimane nel carcere cagliaritano di Buoncammino.

  Il 16 ottobre scorso i carabinieri erano andati a perquisire la sua abitazione ed uno studio in cui lavorava alla ricerca di riscontri. Nello stesso giorno Sanjust, tramite il suo legale, Carlo Amat, si era difeso: "Abbiamo già consegnato agli inquirenti una fotocopia e la copia della schermata della banca che dimostrano come il matrimonio dell'onorevole sia stato pagato con due assegni del suo conto corrente personale", aveva detto il legale, precisando anche di aver portato agli inquirenti i documenti relativi al viaggio di nozze.

Arrestato anche l'imprenditore specializzato nel catering Riccardo Cogoni, 44 anni, che deve rispondere solo del peculato.  Secondo quanto riportato dal Gip di Cagliari Giampaolo Casula, nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, attraverso fatture per operazioni inesistenti emesse attraverso due società, l'imprenditore cagliaritano avrebbe cercato di consentire al consigliere regionale Diana di giustificare 101 mila euro di soldi appartenuti al gruppo.

   Mentre a Onorio Petrini, altro consigliere del Pdl indagato per peculato, il cui studio odontotecnico e l'appartamento sono stati perquisiti questa mattina, viene contestata la spesa di poco meno di 6 mila euro per l'acquisto di 25 ciotole d'argento.