Intanto emergono nuovi particolari dell'inchiesta. Nelle 55 pagine dell'Ordinanza, firmata dal Gip Giampaolo Casula, che ha portato all'arresto dei tre, si fa chiaro riferimento al clima pesante che si viveva in Consiglio regionale durate le indagini e alle pressioni subite da alcuni fornitori.
"Dopo le ultime vicende giudiziarie che hanno visto il coinvolgimento dei consiglieri del gruppo Pdl in particolare e di tutto il Consiglio regionale della Sardegna – ha dichiarato uno dei dipendenti sentito nella fase investigativa – il clima a Palazzo si è fatto molto pesante, al punto che la tensione tra i vari onorevoli è molto evidente".
Lo stesso dipendente dopo esser stato convocato dagli inquirenti sarebbe stato avvicinato o contattato da Diana e Sanjust che gli avrebbero fatto domande su cosa gli fosse stato chiesto. Ma non solo. Secondo quanto scrive il Gip ci sarebbero state delle vere e proprie pressioni nei confronti anche di soggetti esterni per coinvolgerli nella fase dell'occultamento delle risorse del gruppo fatte sparire:
"Avendo la piena disponibilità di quelle risorse – ha scritto il Gip – e volendone occultare l'illecita appropriazione, Diana e Sanjust, non esitavano a coinvolgere soggetti esterni al Consiglio e al Gruppo. A tale fine, approfittavano del loro ruolo, con modalità almeno implicitamente ricattatorie, in quanto chi si fosse rifiutato di soddisfare quelle richieste avrebbe di certo perduto ogni opportunità di lavoro con il Gruppo consiliare. Nello stesso tempo compromettevano, all'esterno e senza alcuno scrupolo, la dignità del Consiglio regionale e del loro mandato elettivo".







