Con una lettera a La Stampa (oggi in edicola) il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni attacca il Piano paesaggistico dei sardi appena varato dalla Giunta Cappellacci. Ecco il passaggio chiave della missiva:
“ Il presidente della Regione Sardegna Cappellacci ha dichiarato guerra alla Soprintendenza e dimenticando le linee del piano di chi lo ha preceduto, Soru, sta rapidamente consegnando l'isola ad una visione che prevede un aumento gigantesco e capillare di costruzioni del quale si vedono già i primi effetti. La scusa è sempre la solita: con la gravissima crisi economica, che in particolare in Sardegna sta uccidendo l'economia delle famiglie, non si può certo rinunciare all'opportunità di uno sviluppo almeno dell'edilizia. Dissento con questa affermazione: perché è ben vero il temporaneo sollievo che la riattivazione di questo settore può portare alla disoccupazione tragica dell'isola, ma è altrettanto vero che la distruzione del paesaggio sulla media e lunga distanza toglierebbe alla Sardegna la sua eccezionalità, che se valorizzata sarebbe un volano di sviluppo a lungo termine. I ricchi russi che volentieri decapitano una collina per costruire la propria casa non ci metterebbero nulla a transumare altrove quando non troveranno intorno un mare non circondato da una natura incontaminata ma dal cemento. E allora rimarrebbe solo la disperazione di aver consegnato luoghi unici ad un modello di sviluppo sbagliato e poco lungimirante, che invece di portare benessere ha portato alla perdita di un patrimonio collettivo unico al mondo”.
Pronta la replica del presidente della Regione: “Un'ulteriore conferma che la nostra denuncia circa l'esistenza di un pregiudizio politico e di un'indebita ingerenza in quelli che sono passaggi tecnici era fondata", dichiara Ugo Cappellacci, “per quanto riguarda il merito delle affermazioni del sottosegretario – ha aggiunto il presidente – non posso che consigliare un'attenta lettura degli atti approvati perché é evidente che ella non ha dato neppure uno sguardo. Sarebbe sufficiente un esame superficiale degli atti per comprendere che non vi é alcuna volontà cementificatoria. La Regione – ha aggiunto il presidente – non ha dichiarato guerra a nessuno, ma ha compiuto in percorso partecipato,legittimo e ha cercato la leale collaborazione istituzionale anche laddove non era tenuta. Una collaborazione venuta meno da parte del governo per motivi che ora risultano chiari a tutta l'opinione pubblica. Non intendiamo abdicare alle nostre funzioni né rinunciare alla nostra autonomia. Andremo avanti – ha concluso il presidente – perché al contrario di chi contesta le decisioni della Regione non abbiamo niente da rimproverarci"







