Solidarietà e aiuti agli sfollati del nord e centro Sardegna. Ma porte sempre aperte per le Filippine, colpite dal tifone Hayan che ha provocato migliaia di morti. La Caritas continuerà a muoversi su due fronti. Per quanto riguarda l'emergenza Sardegna la priorità è quella dei volontari: servono braccia e ore di lavoro per liberare case e strade dal fango.
Persone – ha chiesto la Caritas attraverso il coordinamento del suo responsabile regionale don Marco Lai – totalmente autonome, in grado di provvedere con i propri mezzi a spostamenti e alloggio. Diminuisce l'esigenza di beni di prima necessità anche se sono graditi soprattutto vestiti per i bambini.
Occorrono ancora generi alimentari, lenzuola, coperte e materassi, ma anche fondi: le offerte in denaro possono essere versate attraverso le Caritas diocesane. Mentre per le Filippine servono – ha avvertito il console onorario del Paese travolto dal cataclisma, Danilo Cannas – ancora vestiti estivi e generi alimentari sotto vuoto. Un ponte naturale, quello delle due isole così lontane: solo a Cagliari la comunità filippina è composta da circa 1.500 persone.
"Di fronte a questi drammi – ha aggiunto l'arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio – non esistono aut aut: ci sarà una ripartizione basata sul buon senso. La solidarietà è una questione di spirito, non ha confini. Un appello: bisogna ridurre al minimo la burocrazia e rispettare la tempistica per le primissime esigenze. Ricordiamo i morti, le loro famiglie, gli sfollati. E ricordiamo la devastazione dei campi: uno scenario terribile. Uno scenario che fa capire quanto sarà duro il prossimo inverno".
Per quanto riguarda la diocesi di Tempio Ampurias sono stati istituiti punti di raccolta in via Canova. La parrocchia Sacra famiglia in via Roma effettua raccolta e distribuzione pasti e indumenti. Anche la chiesa di Sant'Antonio sta distribuendo cibo e abiti. Nella diocesi di Ales Terralba si sta provvedendo alla distribuzione di pasti. A San Gavino è stato messo a disposizione un salone dell'oratorio per passare la notte. Problemi anche nella diocesi di Cagliari: a Ballao oltre 40 famiglie sono rientrate in casa dopo la prima
emergenza. Ma ci sono ancora sfollati nelle campagne di Siliqua, Villasor, Vallermosa, Sanluri. Il primo bilancio degli aiuti? Non ancora quantificabile. "Ma la risposta – ha garantito don Lai – è stata straordinaria".







