È emergenza inquinamento tra Olbia e Arzachena. L'ondata di maltempo lunedì ha devastato un impianto di produzione di bitume che si trova al confine tra i due comuni, riversando nel rio San Giovanni – come anticipano alcuni quotidiani – 12mila litri tra olio combustibile e gasolio, 800 chili di oli esausti e 10mila di bitume. Scongiurato per il momento l'arrivo della "marea nera" nella acque del parco geomarino de La Maddalena: la Capitaneria di porto anche questa mattina ha fatto il quinto sopralluogo in tutta l'area e non sono state trovate tracce di idrocarburi o oli.
In questo momento lungo il rio San Giovanni si sta lavorando senza sosta per tamponare l'emergenza ed evitare il disastro ecologico. "Stiamo cercando di mettere in sicurezza l'area con l'aiuto di tutte le forze in campo, come Noe e ditte specializzate", ha detto il sindaco di Arzachena, Alberto Ragnedda che segue personalmente le operazioni di bonifica dell'Azienda Camp, la ditta di bitume devastata dall'ondata di piena.
Gli idrocarburi finiti nelle acque del canale al momento sono giunti sino alla località Mulinu Vecchiu. "Si stanno utilizzando dei sistemi per arginare l'inquinamento e il diffondersi degli idrocarburi, forse però nelle zone maggiormente inquinate dovranno essere effettuate delle bonifiche più pesanti – ha precisato Ragnedda – Stiamo cercando di bloccare gli inquinanti prima del loro arrivo in mare, a Cannigione".







