"Le risorse destinate a Capoterra e a tante altre aree della Sardegna colpite da alluvioni negli anni passati, non si toccano. Per la messa in sicurezza delle zone dell'Isola flagellate dall'ultimo disastro il Governo e il Parlamento trovino fondi aggiuntivi, li tolgano da altri capitoli di Bilancio, ma non si pensi di trasferire stanziamenti già destinati ad altre emergenze. Questa è una guerra tra poveri che i sardi non possono accettare".
Così l'assessore regionale dei Lavori pubblici, Angela Nonnis, nell'apprendere che durante l'approvazione della legge di stabilità 2014 è stato varato dal Senato l'emendamento 5 bis con il quale si dispone, tra l'altro, l'utilizzo di 27,6 milioni di euro della contabilità speciale del Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico e di 25,85 milioni di euro al fine di predisporre il piano di interventi urgenti in seguito agli ultimi eventi alluvionali.
La Regione precisa che le risorse che dovrebbero essere dirottate sono già programmate per interventi in parte già appaltati, come per esempio il primo lotto della messa in sicurezza del rio San Gerolamo a Capoterra che si trova in fase di progettazione avanzata, e riguardano nel complesso opere nei territori di Capoterra, Villagrande Strisaili, Orosei, Padru, Muros, Bosa, Posada, Torpè, Gairo, Chiaramonti, Sorso Tiana, Illorai e Cagliari.
"Se il Governo e i relatori avessero dichiarato alla commissione Bilancio cose non corrispondenti al vero circa la piena disponibilità delle somme stanziate, sarebbe un fatto gravissimo, offensivo, non solo per il Parlamento, ma anche per l'intera Sardegna” – attacca il senatore di Sel Luciano Uras.
Mentre il consigliere regionale Pd Marco Espa chiede di modificare alla Camera il testo della legge di stabilità, in particolare il comma 70 che prende "i soldi dal fondo del Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico" già destinati ad interventi per passate emergenze.







