cappellacci-lombardo-guerra-sugli-scantinati-abitabili-and-ldquo-mi-dimetto-and-rdquo-and-ldquo-vergogna-and-rdquo

È scontro sull’abitabilità dei seminterrati. Il governatore ha chiesto la retromarcia, incassando il no dell’aula. Poi la minaccia di dimissioni e la dura replica del presidente del Consiglio. La retromarcia della Giunta regionale sull'abitabilità dei seminterrati prevista dal Piano Casa, arriva dopo la morte di un'intera famiglia brasiliana che aveva trasformato un garage nella proprio dimora, rimanendo intrappolati da due metri d'acqua durante l'alluvione del 18 novembre scorso.

   Ma l'emendamento proposto dall'esecutivo alla legge che stanzia oltre 12 milioni di euro per l'emergenza alluvione, è stato dichiarato inammissibile e ora il governatore Ugo Cappellacci minaccia le dimissioni se questa norma, insieme a quelle per potenziare la Protezione Civile regionale, non verrà approvata dall'Aula all'interno di un ddl che sarà ripresentato a breve dalla Giunta. Il provvedimento punta ad eliminare dall'ultima modifica del Piano Casa, avvenuta nel 2011, la possibilità di recuperare i seminterrati ai fini abitativi, come nel caso dei piani pilotis e dei locali al piano terra.

   " Resta il forte rammarico”, ha dichiarato ieri Cappellacci, “per la dichiarata inammissibilità di due emendamenti importanti: il primo è quello relativo alle disposizioni per rendere pienamente operativa la Protezione Civile, con il centro funzionale, sul quale la Giunta già a settembre aveva deliberato, e i distaccamenti territoriali; il secondo era finalizzato a eliminare radicalmente la possibilità di concedere l’abitabilità per gli scantinati. Sono stati cassati – ha concluso Cappellacci – per un puro e semplice formalismo terminologico, che non ha alcun senso dinanzi a questioni sostanziali di primaria importanza. Presenterò immediatamente un disegno di legge che riprende tutti questi temi e, se non dovesse essere approvato, rassegnerò le dimissioni, determinando così lo scioglimento del Consiglio e la fine anticipata della Legislatura”.

“Vergogna!" Ha poi commentato il Presidente del Consiglio regionale  Claudia Lombardo. "Non si può speculare su un dramma come quello dell'alluvione che ha colpito tragicamente la nostra Regione, per squallide e demagogiche operazioni di propaganda politica.

Purtroppo", aggiunge, "non è la prima volta che il Presidente Cappellacci propone norme pur sapendo che non possono trovare accoglimento per le modalità seguite. Ma questo non sorprende, visto che è palese l'esclusivo interesse del Presidente della Giunta per i roboanti annunci e per gli strumentali scontri istituzionali, piuttosto che per il raggiungimento del risultato. Infatti, se questo fosse stato il reale interesse del Presidente Cappellacci avrebbe evitato quanto accaduto, seguendo l'indicazione data dalla sottoscritta nella Conferenza di capigruppo di questa mattina, ovvero di predisporre un Disegno di legge organico da sottoporre immediatamente al parere del Cal (indicazione che non è un puro formalismo ma un obbligo di legge oltre che un dovere di correttezza istituzionale) per andare poi in aula entro martedì prossimo"

"Credo", conclude la Presidente Lombardo, "che il Presidente della Giunta faccia bene a dimettersi, senza alcun indugio, per aver atteso un tragico evento come quello dei giorni scorsi per portare all'attenzione del Consiglio un provvedimento a cui tiene tanto a parole, ma del quale non si è avuta traccia nei cinque anni del suo mandato".

In serata la replica di Alessandro Serra, portavoce di Cappellacci. “La presentazione di un disegno di legge con gli stessi contenuti degli emendamenti dichiarati inammissibili nella seduta odierna, eliminerebbe ogni ipotetico problema di carattere formale. Non si comprende pertanto il motivo delle dichiarazioni dell'on. Lombardo che, nella sua veste di presidente super partes, dovrebbe attenersi a tali valutazioni e astenersi da affermazioni faziose, che denotano un atteggiamento prevenuto".

E del Governatore stesso: “Per scontrarsi occorre essere in due ed il sottoscritto sinceramente non ha tempo da perdere in piccole dispute che qualcuno, con poco senso delle proporzioni e un'idea piuttosto vaga delle priorità, definisce con il termine altisonante di 'scontro istituzionale'. Lascio pertanto a chi trova in queste piccole beghe le uniche occasioni di visibilità 'l'ebbrezza' di dilettarsi in simili esercizi”.