Il futuro dello stadio Sant'Elia passa dal tribunale di Cagliari. Due udienze a gennaio. La data non è stata ancora notificata alla società rossoblù ma il 9 gennaio – lo annuncia all'ANSA l'avvocato Walter Lombardi – si discuterà del ricorso con il quale la società Clarin, alla quale erano stati affidati i lavori per la sistemazione delle tribune, ha chiesto il sequestro dei materiali usati per realizzare le passerelle di accesso allo stadio.
Se il ricorso dovesse essere accolto, ed è questa la notizia più preoccupante per i tifosi, bisognerebbe rifare tutto in tempo record. C'è un altro appuntamento, sempre in tribunale, il 20 gennaio: in questo caso – spiega ancora il legale della Clarin – il ricorso riguarda la richiesta della stessa società di poter accedere al cantiere.
La rottura tra società e Cagliari calcio risale alla fine di ottobre. Sullo sfondo problemi con altre ditte e questa volta approdo in tribunale il 18 dicembre. Il Cagliari qui non c'entra nulla. Di mezzo però ci sono sempre i lavori al Sant'Elia. In questo caso la controversia riguarda i rapporti tra la Clarin e altre due società. "Sarà l'occasione – spiega Lombardi – di dimostrare documenti alla mano tutto quello che sosteniamo".
E sugli interventi allo stadio c'è una sorta di mistero: nella partita con il Sassuolo i tifosi hanno notato che i box sopra i distinti sono stati rimossi. Domenica invece, gara contro il Genoa, hanno constatato che qualcosa si muove anche in curva sud con i primi sostegni posizionati per la sistemazione delle tribune, rispondono dal palazzo municipale. Mentre rimangono da concludere quelli che potrebbero portare la capienza dagli attuali 4800 ai 16mila spettatori.







