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A chent'annos in salude (a Cent'anni in piena forma): il dna dei sardi ci mette del suo, ma anche l'attività fisica, pure oltre i 65 anni, aiuta. A stare meglio, a evitare cadute ed a vivere bene. È quello che dimostra il progetto portato a termine da Coni, Provincia di Cagliari, comunità mondiale della longevità e dalla Fondazione Banco di Sardegna. Quarantasei volontari, per tre volte alla settimana, per quattro mesi, da aprile a luglio, hanno partecipato a sedute di fitness.

   Fra i partecipanti anche un "atleta" di 83 anni. La media invece è stata di 76 anni. Risultati? Ottimi: qualità della vita che sale, riduzione della massa grassa, miglioramenti di equilibrio, efficienza cardio-polmonare, capacità motorie.

Inoltre: ritorno ai valori medi per le analisi del sangue, diminuzione della frequenza cardiaca a riposo, migliorata resistenza allo sforzo e capacità di recupero dalle fatiche. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, sotto la guida di esperti laureati in scienze motorie, anche sottoponendosi ad "attività vigorosa". In Sardegna gli over 65 sono 326 mila, e già si prevede che nel 2030, fra emigrazione dei giovani e denatalità, le persone in età lavorativa saranno meno degli anziani.

"Una scommessa vinta – ha spiegato il presidente della Comunità della longevità Roberto Pili – il nostro sistema sanitario deve prescrivere l'attività fisica come un farmaco per prevenire e curare le più importanti patologie".