Tra i fattori di rischio a Teulada c'è l'inquinamento radioattivo. Lo affermava lo studio per la realizzazione del primo villaggio di addestramento da costruire dentro il Poligono ritornato alla luce in questi giorni", lo ha dichiarato il Comitato sardo "Gettiamo le Basi" per il quale "il documento elaborato nel 2000 dalla 14/a Direzione Genio Militare, per la realizzazione del villaggio, prevedeva 'un approfondito studio per ridurre al minimo l'impatto ambientale'. Tra i fattori da esaminare indicava anche l'inquinamento radioattivo".
"Un'indagine sull'impatto dei giochi di guerra, oggi, nel 2014, è del tutto normale. Non prenderla in considerazione susciterebbe uno scandalo. E' invece molto strano – ha aggiunto Gettiamo le Basi – che sia stata considerata nell'autunno 2000.
Allora le richieste di chiarezza e di accertamenti sulla contaminazione radioattiva dei poligoni si contavano sulle dita di una mano e cadevano nel vuoto. In Sardegna le sole voci erano quelle del Comitato Gettiamo le Basi, delle famiglie del caporalmaggiore Salvatore Vacca e del soldato di leva Giuseppe Pintus, uno in servizio nel teatro di guerra bosniaco, l'altro a Capo Teulada, entrambi uccisi dallo stesso tumore, leucemia linfoblastica acuta. Nella penisola il muro di silenzio era ancora più impenetrabile".
"Sarebbe l'ennesima conferma – ha sottolineato il Comitato – delle menzogne che ci propinano e della criminale decisione di esporre alla contaminazione letale militari, popolazione, flora, fauna, terra, aria, acqua e la catena alimentare. Il documento potrebbe spiegare anche l'altra anomalia: l'ibernazione e la riesumazione dopo 14 anni della costruzione a Teulada del primo villaggio in stile balcanico e musulmano allo scopo di conferire maggiore realismo ai giochi di guerra. In tutto questo ripugna ancora una volta lo sperpero di denaro pubblico per costruire case da bombardare (circa otto milioni di euro) e agghiaccia il silenzio della caterva di politici e pseudo esperti che promettevano radicale bonifica e smantellamento del poligono".