Da viale Trento a piazza Yenne per chiedere migliori condizioni di vita al Centro di prima accoglienza di Elmas. Almeno cento i migranti che hanno partecipato questa mattina alla manifestazione promossa da Usb, unione sindacale di base (ma hanno aderito anche altre associazioni) per riportare sotto i riflettori il caso della struttura nella zona dell'aeroporto.
Tra le richieste, anche quella del diritto di asilo e dei permessi di soggiorno che spesso arrivano in ritardo a causa dei tempi della burocrazia. Con malumori da parte degli ospiti che a volte sfociano in clamorose proteste all'aeroporto o nel centro della città.
Un'odissea che non finisce mai: l'Italia è la tappa che arriva dopo un viaggio partito dall'Africa centrale e continuato nei barconi che attraversano il Mediterraneo. La Sardegna non è il traguardo finale: i migranti chiedono di avere i documenti e il via libera per raggiungere parenti e amici spesso in Francia o nel nord Europa con la possibilità di trovare un lavoro e dare una svolta alla propria vita.
Il corteo ha attraversato via Sauro, viale Trieste, via Mameli, il Largo Carlo Felice e via Roma. Davanti uno striscione con un messaggio che riassume sinteticamente uno dei motivi della protesta: "Ogni 2 mesi a Elmas ci danno un lenzuolo: questo qui! Vergogna".







