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Un pensiero per il "Giorno della memoria", e poi la sfida elettorale. Che passa per buon governo, lavoro, industria, turismo, studio e formazione. Francesco Pigliaru elenca la sua ricetta di Sardegna nella sala conferenze della grande miniera di Serbariu a Carbonia davanti a centinaia di persone. Tra loro anche i dirigenti del sindacato dei metalmeccanici della Fiom e della Uilm.

   "Per cinque anni non solo l'Isola è stata governata male ma non è stata governata. Mille occasioni di sviluppo vanificate", ha attaccato il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni mettendo subito nel mirino il suo antagonista, il governatore uscente Ugo Cappellacci. Poi un passaggio sulle questioni territoriali.

 "Non so se Cappellacci avrà il coraggio di passare da queste parti, ha promesso tanto e non ha fatto nulla – ha sottolineato Pigliaru – Ha promesso 150 mila posti ma ne abbiamo 80 mila in meno". Quanto all'industria, tema particolarmente sentito in sala, l'aspirante governatore ha chiarito che "è fondamentale ovunque nel mondo" e che "si deve fare il possibile per tenere in piedi ciò che è sopravvissuto nel Sulcis".

   Non solo. "Dobbiamo creare un clima favorevole all'industria e all'impresa – ha ribadito il candidato del Pd – Sostenere gli imprenditori pronti a prendere in carico aziende che sono ancora valide". Citando gli esempi francesi e tedeschi ha chiarito che "la differenza la fa la qualità del governo" e ha rilanciato la sua sfida: "Dobbiamo rendere più facile la vita alle imprese, combattendo l'eccesso di burocrazia e la pressione fiscale". Non è mancato un passaggio sulla questione pari opportunità che "passano per le competenze". "Sono le persone che contano e l'investimento va fatto su di loro, prima che sui macchinari", ha spiegato.