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C'è anche il tentato suicidio di un minorenne dietro l'arresto da parte dei carabinieri del giovane di Iglesias, Giovanni Yari Demontis, di 21 anni, accusato di aver minacciato alcuni ragazzini obbligandoli a rubare i gioielli di famiglia per poi rivenderli nei negozi.
Il giovane, finito ai domiciliari, è accusato di detenzione e spaccio di droga, estorsione e tentata estorsione, ricettazione, riciclaggio e istigazione a commettere reati. Vittime sei ragazzini di Iglesias di età compresa fra i 15 e i 16 anni.

Rubati e rivenduti 50 mila euro di gioielli, di cui solo diecimila sono stati recuperati. La vicenda è stata scoperta dai militari alcuni mesi fa dopo che tre famiglie, in pochi giorni, hanno denunciato furti in abitazione. Furti anomali, secondo gli accertamenti dei inquirenti che dopo le prime verifiche hanno concentrato le attenzione sugli stessi componenti della famiglia e in particolare sui minorenni. Si conoscevano ed erano in contatto sui social network tra di loro e con il 21enne, noto ai carabinieri come spacciatore.

Proprio durante le indagini uno dei ragazzini, scoperto dai familiari dopo un furto, è scappato da casa raggiungendo uno stabile in campagna per tentare il suicidio. Si sentiva in colpa per aver rubato in casa quasi ventimila euro di gioielli ma i carabinieri lo hanno salvato. È stato egli stesso a confessare ai militari cosa era accaduto facendo il nome di altre cinque vittime. Il giovane li aveva avvicinati davanti alle scuole. Demontis aveva proposto loro di entrare in un affare di droga: "datemi cento euro a testa per comprare una partita di hascisc da spacciare".

Attirati dal facile guadagno (uno dei ragazzini sognava di comprarsi da solo il motorino) i minorenni hanno consegnato i soldi e alcuni di loro sono diventati consumatori di hascisc e cocaina. Il ventunenne a ogni incontro prima consegnava poche dosi di droga, poi ha iniziato a chiedere sempre più denaro. Infine è passato alle minacce obbligandoli a rubare in famiglia. Le minacce e i furti sono durati quasi un anno. Rubati bracciali delle nonne, fedi nuziali, antichi orologi da taschino, ricordi di famiglia.
Alcuni dei ragazzini, diventati consumatori di droga, hanno anche perso l'anno scolastico ed ora i loro casi sono stati segnalati al Tribunale per i minorenni