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La Giunta regionale guidata da Francesco Pigliaru sta per inserire la marcia indietro sul Piano paesaggistico regionale della Sardegna varato in extremis dall'esecutivo uscente di centrodestra a due giorni dalle elezioni del 16 febbraio. Domani nella prima seduta operativa l'assessore degli Enti Locali e Urbanistica, Cristiano Erriu, porterà – come si legge nell'ordine del giorno – la proposta di annullamento della delibera del 14 febbraio scorso con cui l'allora governatore aveva modificato il vecchio Ppr della Giunta Soru.

   Nella seduta di domani, convocata per le 10 in viale Trento, si parlerà anche del piano straordinario per l'edilizia scolastica, con la proposta dello stesso presidente Pigliaru di istituire la Struttura tecnica di missione e di predisporre un disegno di legge per la destinazione delle risorse – 100 milioni di euro per il 2014 – con la costituzione dell'Unico centro di responsabilità amministrativa.

   L'assessore dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda, chiederà, invece, l'avvio della procedura per il rinnovo dell'organo amministrativo di Abbanoa Spa a seguito delle dimissioni volontarie dell'amministratore unico, Carlo Marconi e, infine, l'assessore dell'Agricoltura, Elisabetta Falchi, proporrà lo stanziamento di 27,6 milioni di euro a favore dei Consorzi di Bonifica. Quest'ultimo provvedimento costituirà una boccata d'ossigeno per quei lavoratori – è il caso del Consorzio del Basso Sulcis – che aspettano gli stipendi arretrati. 

"E un esordio all'insegna dell'ideologia di una Giunta che fin dalla prima riunione inizia
a pagare le cambiali politiche firmate al momento della candidatura di Pigliaru, offrendo in segno di gratitudine ai capibastone di partito il nuovo piano paesaggistico, come se
fosse un trofeo".
 
E' graffiante il commento dell'ex governatore Ugo Cappellacci all'annuncio dell'inserimento all'ordine del giorno della Giunta di domani dell'annullamento delle modifiche al Piano paesaggistico regionale varate a pochi giorni dalle elezioni dall'allora esecutivo di centrodestra. 
 
"Appare evidente – osserva Cappellacci – che il livello di approfondimento della questione da parte di un esecutivo in carica da solo due settimane non può che essere minimo e che, qualora effettivamente dovessero essere adottate delle decisioni, ciò avverrebbe in base ad un ottuso pregiudizio e non certo per questioni sostanziali. Spiace – evidenzia l'esponente di Forza Italia – che a portare la delibera in Giunta sia chi, in qualità di presidente dell'Anci, non può non sapere quale sia stato il percorso partecipativo che ha portato alla revisione con il pieno ed effettivo coinvolgimento dei Comuni". 
 
 "Appare evidente l'atteggiamento di un centrosinistra – attacca Cappellacci – che in questo modo fugge a gambe levate da un dibattito schietto sul tema del paesaggio, temendo che in seguito ad un reale approfondimento, ad un dibattito pubblico
basato sugli atti, saltino fuori, una ad una, le mistificazioni, le speculazioni politiche e le macroscopiche ipocrisie degli anni passati. Dopo il boicottaggio del Ministero, dopo gli
ordini di scuderia a mezzo stampa da parte di un ex presidente che cerca rivincite personali – conclude il capo dell'opposizione in Consiglio regionale -, si intravede ora il
rischio che vengano prese decisioni che costituiscono una risposta alle segreterie di partito e non alla comunità. Appare evidente anche che per il centrosinistra l'unico bene da tutelare non è il paesaggio della Sardegna, ma solo il piano di Soru con tutte le sue contraddizioni".