Green Italia, il movimento verde nato a marzo con l'assemblea di fondazione a Roma, sbarca in Sardegna. E si prepara alle Europee. "Non siamo il solito partito politico – ha detto Francesco Ferrante, ex parlamentare Pd e fondatore di Green Italia nella presentazione di questo pomeriggio all'Exmá di Cagliari – ma vogliamo fare politica. Rappresentando le sensibilità ambientaliste, ma anche pezzi del sistema economico che vogliono puntare sulla green economy".
Un'alternativa, ha spiegato la portavoce Annalisa Corrado, per gli ecologisti che non si ritrovano né nei due poli, né nelle forze antagoniste ai due poli. "Non esiste ambientalismo di destra o di sinistra – spiega Ferrante – noi pensiamo che non ci sia abbastanza ambientalismo nei due poli".
Il primo impegno è proprio dietro l'angolo: le elezioni europee. Ci sarà una lista Green Italia-Verdi. Per le amministrative in primavera, lavori in corso. Forse anche nell'isola. "Ci stiamo organizzando – ha detto ancora Ferrante – con i comitati locali". Green Italia si presenta come europeista sì, ma "insubordinato". Nel senso che, secondo il manifesto del movimento, "l'Europa o trova il coraggio di darsi istituzioni democratiche e federaliste, di segnare una radicale discontinuità con le politiche conservatrici che l'hanno governata in questi anni, oppure è destinata a un rapido declino".
E ancora, no al mito della governabilità fine a se stessa. "Come dimostra l'esperienza fallimentare delle larghe intese da Monti a Letta – si legge nel documento – rende più difficile che mai ogni vero cambiamento".
Italia o Sardegna, il discorso non cambia: "Ambiente – ha spiegato Fabio Granata, ex parlamentare Pdl che in passato si era occupato da vicino del caso Tuvixeddu a Cagliari- difesa della cultura e qualità del vivere sono i nostri punti di forza. La Sardegna non può diventare Rimini o le Baleari: devono essere valorizzati anche i suoi silenzi. Crediamo che in Sardegna ci sia spazio per un progetto come il nostro".







