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Francesca Barracciu (Pd), sottosegretario alla Cultura, ha deciso che cambierà i suoi legali nell'inchiesta che la vede indagata per l'utilizzo dei fondi destinati a gruppi del Consiglio regionale della Sardegna.

Lo rendono noto gli stessi avvocati che finora l'hanno difesa, Carlo Federico Grosso e Giuseppe Macciotta. Una decisione, quella dell'esponente del Pd, che i due legali "condividono anche alla luce delle più recenti scelte mediatiche dell' onorevole". Grosso e Macciotta si dichiarano "certi che l'on. Barracciu saprà dimostrare la sua estraneità alle contestazioni che le sono rivolte dalla Procura della Repubblica di Cagliari".

Non sono stati resi noti i nomi dei componenti del nuovo collegio di difesa. Il sottosegretario è accusata di peculato e ha sempre dichiarato la propria estraneità ai fatti che le vengono contestati.

"La decisione di cambiare il collegio di difesa è stata sofferta ed è legata, in particolare, al luogo di residenza dell'avvocato Carlo Federico Grosso, un grande penalista che mi ha seguito benissimo fino ad ora ma con il quale, visti anche i miei impegni stringenti che ho assunto con l'incarico a sottosegretario, era impossibile conciliare le agende, la sua e la mia". Così Francesca Barracciu spiega all'ANSA il motivo che l'ha spinta ad affidarsi ad un nuovo pool di legali.

   "Domani – annuncia il sottosegretario alla Cultura – nominerò i nuovi avvocati, ho già un'idea ma decido tutto fra 24 ore. Carlo Federico Grosso – chiarisce l'esponente del Pd – risiede a Torino: da Cagliari non ci sono voli diretti e anche in questi mesi, prima dell'incarico a Roma, è stato davvero difficile confrontarmi direttamente con lui. La vicenda è complessa – sottolinea ancora Barracciu – ed è necessario avere  uno scambio continuo con i miei legali. A questo punto ho preferito prendere una decisione, seppur sofferta. Quella di affidarmi ad un penalista che operi in Sardegna. Grosso e Macciotta erano in pool – aggiunge il sottosegretario – non mi sembrava corretto rinunciare ad uno solo di loro, ecco il perchè della revoca del mandato ad entrambi".