Questa mattina le ruspe in località Fangotto. Alcuni operai hanno iniziato a smontare finestre e porte di alcune abitazioni dopo che la Procura di Tempio Pausania ha avviato le procedure per le attività di demolizione che andranno avanti anche nei prossimi giorni. Il Consiglio comunale, la cui riunione era prevista questa mattina, appresa la notizia ha deciso di interrompere i lavori. Sono 35 gli edifici totalmente o parzialmente abusivi e costruiti in aree di particolare pregio ambientale che per la Procura dovranno esser demoliti, una decina di case sono abitate.
La magistratura inquirente di Tempio, guidata dal procuratore Domenico Fiordalisi, in altri vari centri costieri, da Olbia ad Arzachena, avrebbe già individuato un centinaio di immobili da abbattere ritenuti abusivi e per i quali sono intervenute anche sentenze definitive.
A fine febbraio si era tenuto un vertice nella Procura di Tempio per fare il punto sulla situazione delle costruzioni a La Maddalena che devono esser demolite perché edificate in un'area sottoposta a tutela integrale. All'incontro aveva preso parte oltre al procuratore Fiordalisi anche il sindaco Angelo Comiti, che aveva presentato la drammatica situazione in cui si trovano varie famiglie che occupano le case. Si tratta di abusivi che per anni hanno vissuto negli immobili realizzati senza concessione edilizia in quella che prima era una zona a destinazione turistica poi modificata in zona H, quindi a tutela integrale.
E’ stata demolita la prima abitazione abusiva. Le ruspe e le forze dell'ordine, in tenuta antisommossa, non hanno lasciato spazio alla speranza. Dopo le 11 la prima abitazione in località Fangotto è stata buttata giù. Un centinaio di persone sono accorse nella zona, fra cui anche i componenti del Consiglio comunale, per cercare di bloccare le ruspe, e non son mancati momenti di tensione e alcuni parapiglia con le forze dell'ordine che hanno contenuto il tentativo di sfondare il cordone attorno alla casa.
"Siamo accorsi per perorare la causa dei nostri concittadini. Per sostenere in questo caso i diritti di un maddalenino che, fra l'altro, ha fatto ricorso al Presidente della Repubblica e a cui secondo me gli si doveva dare il tempo per esaminare la pratica. Forze dell'ordine e ruspe sono arrivate all'alba nell'Isola, abbiamo cercato di portare all'attenzione della Procura delle motivazioni attendibili per ritardare la demolizione, ma non c'è stato nulla da fare", lo ha detto il sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti, secondo il quale "qui lo Stato mostra il suo volto più duro, in un'Isola che gli offre ben altri spunti di riflessione", dal mancato vertice del G8 alle mancate bonifiche ambientali.







