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 "Miliardi di euro per portare a spasso le scorie nucleari, realizzare un deposito unico nazionale, mantenere in piena efficienza le centrali  esistenti e soprattutto un grande business nucleare. C'è un fiume di denari verso le lobby nucleari che va immediatamente fermato. E soprattutto i nuclearisti di palazzo si devono togliere dalla testa che la Sardegna possa ospitare il deposito unico nazionale".

 Lo ha detto il deputato sardo Mauro Pili che stamane è entrato nella centrale nucleare di Latina per verificare la situazione in uno dei siti nucleari italiani in teoria dismessi dopo il referendum del 1987.

  "La Sardegna è contraria a qualsiasi ipotesi di deposito unico nucleare -ha detto Pili- è un progetto che in Sardegna verrà respinto a mano armata, chiunque lo stia pensando se lo tolga dalla testa. Lo faccia senza perdere tempo".

Una delegazione di parlamentari delle Commissioni Ambiente e Attività Produttive di Camera e Senato ha visitato questa mattina il sito della centrale nucleare di Borgo Sabotino, a Latina. La delegazione è stata accolta dal presidente Giuseppe Zollino e dall'amministratore delegato di Sogin Riccardo Casale. Ai parlamentari è stato illustrato il programma dello smantellamento della centrale pontina e il valore del decommissioning nucleare. Un particolare apprezzamento è stato espresso dai parlamentari per le modalità con cui Sogin intende coniugare la complessa attività di decommissioning con un processo di coinvolgimento trasparente dei territori e di tutti i soggetti coinvolti.

   "Un impegno – hanno garantito i vertici di Sogin – che sarà sempre maggiore nella fase di localizzazione e successiva realizzazione del deposito nazionale, uno dei maggiori progetti infrastrutturali dei prossimi anni per l'Italia. Siamo ancora in attesa dei criteri da parte dell'Ispra che permetteranno di definire la Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il sito".

   In tutta Italia per concludere lo smantellamento degli impianti nucleari occorre infatti realizzare il Parco tecnologico e il deposito nazionale destinato ad ospitare i rifiuti radioattivi provenienti dal decommissioning e anche dalle ordinarie attività di medicina nucleare, industriale e di ricerca che ogni anno producono circa 500 metri cubi di rifiuti.

   "Il trasferimento di questi rifiuti radioattivi in un'unica infrastruttura – prosegue Sogin – assicurerà una loro gestione efficiente e razionale in totale sicurezza per i cittadini e per l'ambiente". Intanto questa mattina è stato presentato alla delegazione di parlamentari il deposito temporaneo di scorie nucleari a Latina, "che raccoglierà e metterà in sicurezza – ha spiegato l'A.d. Casale – i soli rifiuti prodotti dalla centrale nucleare pontina".