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Il conto dei danni provocati in Sardegna dall'alluvione del 18 novembre scorso ammonta complessivamente a 660 milioni di euro. Lo ha annunciato l'assessore regionale agli Enti locali, Cristiano Erriu, questa mattina a margine della conferenza stampa organizzata a Solarussa dal Fasi, la Federazione dei circoli sardi, per presentare i progetti finanziati con i fondi della Campagna Solidarietà Sardegna alla quale oltre ai 72 circoli presenti su tutto il territorio nazionale hanno aderito anche alcune sedi di emigrati sardi all'estero.

   "Tutti questi soldi naturalmente non ce li abbiamo, ma la cosa grave è che non possiamo spendere neanche quelli che invece abbiamo", ha ammesso l'assessore Erriu ricordando che la Regione ha già avviato un negoziato con il Governo e con la Ragioneria generale dello Stato perché si possano spendere subito per fronteggiare le emergenze almeno i fondi disponibili.

   La tempestività della spesa è anche il criterio che ha guidato la Fasi nella destinazione dei 220 mila euro raccolti in tutta Italia. Con quei soldi, la Fasi ha finanziato 12 progetti che riguardano 13 comuni colpiti dall'alluvione; Torpè, Olbia, Solarussa, Uras, Oliena, Terralba, San Gavino, Orosei, Lodè, Onanì, Bitti e Sardara.

Tre i criteri che hanno guidato la distribuzione dei fondi: sostegno diretto alle famiglie che hanno avuto le case danneggiate dall'alluvione, distribuzione di fieno e mangimi agli allevatori che avevano perso tutto, ripristino di strade campestri, contributi alle piccole aziende artigiane a conduzione familiare, ripristino di strutture pubbliche come scuole e luoghi di aggregazione.

   "Il conforto che stiamo portando con la nostra iniziativa alle comunità sarde colpite dall'alluvione – ha detto la presidente nazionale del Fasi Serafina Mascia – deve accompagnarsi però alla forte richiesta di un approfondimento delle analisi sulle cause del disastro ambientale e le autorità competenti devono garantire in tempi rapidi e certi l'attuazione degli interventi necessari al ripristino di condizioni di sicurezza che impediscano il futuro di eventi di tale gravità".

   Appello subito accolto dall'assessore Erriu, che ha annunciato la volontà della Regione di lavorare subito per la costruzione di un sistema di protezione civile più efficace che consenta in futuro di scongiurare disastri come quelli provocati dal ciclone Cleopatra.