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"Finché non lo dirà la matematica, non siamo salvi. Anzi, bisogna fare punti per ottenere la tranquillità. Domani andrà in campo una squadra concentrata e determinata e così sarà anche dopo che conquisteremo la salvezza". Lo ha detto l'allenatore del Cagliari, Ivo Pulga, nella conferenza stampa alla vigilia della sfida di domani al Sant'Elia con il Parma dell'ex Roberto Donadoni.

   Quando mancano solo quattro partite alla fine del campionato, il Cagliari ha un vantaggio rassicurante sulla zona calda della classifica (più 8 dal terz'ultimo posto), ma Pulga avverte: "In campo non si va per fare scampagnate, ci si arrabbia dopo una sconfitta nella partitella del giovedì, figurati quando ci sono di mezzo i punti salvezza. Del resto ho sempre detto che questa squadra se gioca con aggressività e grinta può battere chiunque; altrimenti diventa una squadra battibile. Ma il concetto vale per tutte le squadre, Juventus compresa".

   "Il Parma? Ha grande caratura tecnica – ha spiegato l'allenatore rossoblù – un attacco a cinque stelle, con Cassano, Amauri, Biabiany e Palladino, che conosco sin dai tempi delle giovanili. Dietro è molto solida, ha un centrocampo notevole. I suoi 51 punti se li è meritati tutti sul campo".

   Ma sarà un Cagliari alquanto rimaneggiato, senza gli squalificati Avramov e Ibarbo, quest'ultimo l'autore del gol-vittoria di sabato scorso col Genoa – e gli infortunati Ekdal, Adryan, Vecino, Cabrera e Nenè. Tra i pali ci sarà il debutto stagionale di Silvestri, classe 1991, arrivato a gennaio dal Chievo nell'ambito della cessione di Agazzi.

 "Sono orgoglioso che sia io a farlo debuttare in serie A – ha detto Pulga – lo conosco bene, è cresciuto nel vivaio del Modena. E' un ragazzo di grandi qualità, davanti a sé ha un avvenire luminoso".

   Lasciato in panchina nelle ultime gare, scalpita per ritrovare un posto fra i titolari Cossu, in scadenza di contratto e destinato a lasciare Cagliari a fine stagione. Pulga oggi ha anche spiegato il retroscena del mancato ingresso in campo del fantasista cagliaritano a Marassi: "Mi era sembrato di vedere Ibraimi con i crampi e ho fatto preparare Andrea. Poi ho visto che Ibraimi stava bene e ho rinunciato ad effettuare la sostituzione. Non sono uno che cambia tanto per cambiare o per perdere quei 30 secondi che poi magari l'arbitro fa recuperare. Se vedo che la squadra va bene – ha concluso il tecnico rossoblù – non mi azzardo a scombussolarla. I tre cambi sono una opportunità, non un obbligo".