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Il capogruppo Sel della Commissione Bilancio del Senato, Luciano Uras, si è detto preoccupato per i dati economici e sociali e "sullo stato della vertenza Sardegna". Dopo aver ricordato che nell'isola i dati Istat sulla crisi sono tutti "negativamente confermati" ha affermato che "non convince per ciò la sostanziale lentezza e debolezza di iniziativa politica che manifesta il Pd e la gran parte della Giunta regionale, espressione del medesimo partito".

   "Basta citare l'oltre 18% di tasso disoccupazione registrato nell'ultimo quadrimestre 2013, i 34 mila posti di lavoro in meno rispetto allo stesso periodo del 2012 – ha sottolineato Uras – per evidenziare come sia drammatica la situazione. L'ultimo dato sulle famiglie povere ferma la cifra a 147.000, povertà nuove e vecchie che coinvolgono disoccupati, lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, pensionati al minimo e anche lavoratori dipendenti e indipendenti con redditi in sofferenza.

I poveri assoluti e relativi rischiano di arrivare in Sardegna ad un terzo della popolazione. Non convince per ciò la sostanziale lentezza e debolezza di iniziativa politica che, in questi giorni, manifesta il Pd e la gran parte della Giunta regionale, espressione del medesimo partito. Posso permettermi di dire questo perché è agli atti della cronaca di questi ultimi cinque anni, ho fatto una battaglia durissima nei confronti della precedente maggioranza di centrodestra. Quella Giunta si era isolata dalla società sarda, non voleva con lo Stato alcuna vertenza. Una vertenza che invece esiste e riguarda le entrate e la gestione dei tributi, il  sistema delle infrastrutture, il rilancio dell'apparato produttivo, anche industriale, i collegamenti con l'Europa e l'Italia, la mobilità delle persone e delle merci, il riconoscimento pieno della identità culturale e linguistica. Una vertenza che richiama noi tutti all'esercizio della sovranità responsabile. Non è una polemica è una preoccupazione vera".

   "L'economia regionale non si solleverà rallentando la spesa, accantonando i pochi soldi disponibili nelle casse della Regione, tagliando il contributo a questa o quella iniziativa sociale, rallentando la piena attuazione di norme e di deliberazioni che sorreggono attività culturali e il sistema dello spettacolo – ha concluso Uras – il problema sono le entrate. Lo scippo costante fatto dal Ministero dell'Economia di ieri e di oggi. Perpetuato dalla Ragioneria Generale dello Stato. Nei confronti dei quali bisogna alzare la voce, dare una risposta fiera e determinata. Per questo abbiamo voluto il centrosinistra al Governo".