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Graziano Mesina, l'ex primula rossa del banditismo sardo, ha disertato anche la terza udienza del processo con rito immediato che lo vede imputato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga.

   "Il mio assistito vuole difendersi e intende partecipare al dibattimento, alla fase istruttoria, al cuore del processo – ha sottolineato l'avvocato Maria Luisa Vernier che, insieme all'avvocato Giannino Guiso difende "Grazianeddu" -. Fino a quando il processo non entrerà in questa fase, lui non partecipata alle udienze".

   Il processo a suo carico è ripreso questa mattina a Cagliari. Mesina era stato arrestato il 10 giugno del 2013 durante un blitz di Carabinieri e Polizia tra il Nuorese e Cagliari, assieme ad altre 27 persone, nell'ambito di un'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari che portò a scoprire un presunto traffico di hascisc e marijuana ma anche estorsioni, furti, rapine e  progetti di sequestri di persona.

   A processo con rito immediato insieme a Grazianeddu, ci sono l'avvocato Corrado Altea, Efisio Mura, Enrico Fois, Luigi Atzori e Franco Pinna, tutti accusati del traffico di stupefacenti. Attualmente sono in corso le questioni preliminari per Graziano Mesina ed Enrico Fois, il cui procedimento era stato stralciato nel corso della precedente udienza. Dopo sarà la volta degli altri quattro imputati.

 È stato aggiornato al prossimo 20 maggio il processo con rito immediato che vede imputato per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga Graziano Mesina, ex primula rossa del banditismo sardo, anche oggi assente in aula. 
 
   Il suo procedimento e quello di Enrico Fois è stato riunificato a quello degli altri quattro imputati: l'avvocato cagliaritano Corrado Altea, ed Efisio Mura, Luigi Atzori e Franco Pinna. Le eccezioni sollevate dai legali della difesa sono state tutte rigettate.
   
Nella prossima udienza si aprirà il dibattimento vero e proprio e "Grazianeddu", come già annunciato dai suoi legali Maria Luisa Vernier e Giannino Guiso, sarà presente in aula. Nel
l'udienza del 20 maggio sarà sentito un capitano dei carabinieri, quale primo testimone del pubblico ministero.