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I magistrati non hanno più copertine per aprire i fascicoli: a rischio l'avvio tempestivo di nuove indagini. Sono già finiti i fondi, appena 6 mila euro per l'intero 2014, che il Ministero aveva assegnato alla Procura di Cagliari per le spese d'ufficio. Con quei soldi, gli uffici inquirenti avrebbero dovuto acquistare penne, timbri, pubblicazioni, altro materiale di cancelleria e le copertine in cartoncino indispensabili per aprire i fascicoli d'indagine.
 

Nel 2013, per la stessa voce, erano stati assegnati alla Procura del capoluogo sardo 27 mila euro (20.154 più 7.301 euro per la sola Direzione distrettuale antimafia). I tagli decisi dal Ministero rischiano dunque di creare pesanti ripercussioni sul funzionamento degli uffici inquirenti di Cagliari dove lavorano una ventina di magistrati e duecento tra funzionari e uomini della polizia giudiziaria. Lo scorso anno la Procura aveva ricevuto anche 5 mila euro per le spese di manutenzione delle autovetture e 3.547 euro per toner, cartucce e stampanti.
 

Pochi, tanto che alcune delle 200 stampanti degli uffici inquirenti sono da tempo inutilizzate.
Il taglio sulle spese d'ufficio di quest'anno è stato di quasi 21 mila euro, tanto che i seimila euro stanziati sono già terminati dopo 5 mesi e in queste ore la Procura è rimasta senza copertine in cartone per l'apertura di nuovi fascicoli. Per il momento gli uffici stanno tamponato l'emergenza fabbricandole con la carta da fotocopie, ma rischiano di rompersi in caso di fascicoli d'indagine molto voluminosi. Ogni anno la Procura del capoluogo apre una media di 20 mila fascicoli "noti", senza contare quelli contro ignoti o gli eventuali stralci. Nessun problema, invece, per le spese di giustizia: i circa 6 milioni e 600 mila euro bastano per consulenti, interpreti e intercettazioni.