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Dopo la morte dei tre pazienti e gli altri cinque casi di contagio da batterio riscontrati nell'ospedale di Isili, il 27 giugno scorso il reparto di medicina è stato chiuso per due giorni. "A fronte del riscontro del focolaio di infezione – hanno spiegato ai giornalisti i direttori sanitari della Asl 8 di Cagliari e dell'ospedale, Ugo Storelli e Ferdinando Angelantoni – si è provveduto ad adottare nell'immediato tutte le misure previste dei protocolli, al fine di impedire ulteriori contagi tra i degenti e garantire le norme di sicurezza per operatori e visitatori".
"Già dopo il primo caso riscontrato abbiamo messo in isolamento i pazienti avviando le varie procedure e la profilassi – hanno sottolineano ancora i due dirigenti -. Sono stati visitati, e lo saranno sicuramente anche nei prossimi giorni, pazienti, personale sanitario, visitatori e chiunque sia entrato in contatto con i contagiati. Al momento potrebbero essere centinaia di persone, anche se una stima precisa non è ancora stata fatta". "È stato inoltre applicato il protocollo internazionale previsto in questi casi – ha aggiunto Angelantoni – e sono stati sanificati gli ambienti ospedalieri interessati".
La Asl ha precisato che si è mossa da subito. "Siamo stati noi stessi ad eseguire le analisi alla ricerca del batterio davanti ai sintomi di colite per verificarne le cause – ha ricordato il direttore sanitario dell'ospedale di Isili -. È una patologia perfettamente trattabile in pazienti che non hanno un quadro clinico a rischio come le tre persone decedute". 

Il primo a collegare il decesso dei tre anziani all'ospedale di Isili al batterio killer era stato il direttore del Servizio igiene e sanità pubblica della Asl 8, Giorgio Carlo Steri. Rispondendo a una richiesta di chiarimenti da parte del sindaco Orlando Carcangiu, aveva inviato una lettera, protocollata l'1 luglio, annunciando la chiusura del reparto nella quale si precisava che tre dei pazienti contagiati dal batterio erano morti.
"Il Servizio – si legge nella lettera – ha riscontrato ad oggi otto segnalazioni relative a pazienti ricoverati presso Medicina del presidio ospedaliero di Isili a cui è stata diagnosticata una forma di colite pseudo membranosa da Clostridium difficile (di cui tre deceduti)". Subito lo stesso Servizio "ha effettuato le relative inchieste epidemiologiche con i familiari dei pazienti e in successione ha trasmesso alla direzione sanitaria del presidio ospedaliero note indicanti necessità di mettere in essere le comuni misure barriera per impedire l'ulteriore trasmissione da persona infetta a suscettibile".
Oggi i direttori sanitari dell'Asl 8 e dell'ospedale di Isili hanno escluso un rapporto diretto tra i decessi e l'infezione sottolineando che il responsabile del Servizio igiene pubblica non poteva esprimersi diversamente perchè "non era a conoscenza del quadro clinico completo dei pazienti, che secondo i nostri accertamenti sono morti per altre cause tanto che non si è disposta alcuna autopsia".