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Quasi mille ettari di territorio devastati dal fuoco in meno di 24 ore. E' drammatico il bilancio dell'incendio partito intorno alle 22 di giovedì scorso da un palo cabina della linea elettrica nella zona di Is Bangius in agro di Marrubiu e arrivato poi all'alba di ieri fino alle campagne tra Santa Giusta e Palmas Arborea, dopo aver minacciato da vicino in piena notte le case della borgata agricola di Sant'Anna.
L'inferno di fuoco alimentato dal vento è stato fermato in tempo grazie anche all'intervento di una piccola task force di allevatori di Arborea chiamati dai residenti e intervenuti con le loro potenti autobotti a sostegno del lavoro dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile e della Forestale. Il pericolo che l'incendio aggredisse la borgata era reale e concreto e il sindaco di Marrubiu Andrea Santucciu non ha avuto esitazioni quando è stato il momento di ordinare lo sgombero. Un centinaio le persone svegliate poco dopo l'una di notte con gli altoparlanti e portate al sicuro nella palestra comunale a Marrubiu.
Contemporaneamente scattava anche la chiusura al traffico della Statale 131, principale arteria di collegamento tra il nord e il sud della Sardegna, che è rimasta chiusa fino alle 7,30 con il traffico deviato su percorsi alternativi agli svincoli di Santa Giusta e di Marrubiu. E subito dopo, per motivi precauzionali, è stata bloccata anche la linea ferroviaria. Durante la notte il fuoco ha camminato quasi indisturbato. I mezzi aerei, diversi elicotteri e anche un Canadair, sono intervenuti alle prime luci dell'alba di ieri e hanno operato prevalentemente nelle campagne tra Santa Giusta e Palmas Arborea mentre tra Is Bangius e Sant'Anna cominciavano le operazioni di bonifica.
A Sant'Anna il bilancio comunque è pesante. Diverse le aziende agricole danneggiate e un'impresa industriale letteralmente cancellata dal fuoco proprio di fianco alla vecchia stazione ferroviaria dismessa. Altri fuochi, tra giovedì pomeriggio e venerdì mattina, hanno interessato le campagne del Cirras, di Uras e di Zerfaliu, un bosco di eucalipti e un canneto a Torregrande. Gli incendi di Uras e di Zerfaliu erano sicuramente dolosi e i responsabili sono finiti in manette. Ai domiciliari l'imprenditore di 31 anni di Uras Simone Soru, nella casa circondariale di Massama il disoccupato di Zerfaliu Piero Pinna, 56 anni.
E potrebbero essere dolosi anche gli incendi di Torregrande.

Il primo ha interessato una fascia di bosco a eucalipto ed è scoppiato poco dopo le 23 di giovedì ed è stato domato dai Vigili del fuoco. Il secondo alle 4 del mattino ha coinvolto invece un canneto tra la provinciale per Cabras e la peschiera di Pontis ed è stato spento solo dopo cinque ore di lavoro quando ormai non c'era più nulla da bruciare.

Arbus. Sembra tornare alla normalità, per quanto normale possa considerarsi un paesaggio spettrale, la situazione nella vallata fra Arbus e Gonnosfanadiga, sotto il compendio montano del Linas, da giovedì pomeriggio e fino a ieri in tarda mattinata in ostaggio di un gigantesco incendio che, con un fronte di circa 6 chilometri, ha investito oltre duemila ettari di superficie coperta da boschi di lecci e ricca di colture orticole e frutticole, nonché popolata da decine di aziende agricole a conduzione familiare e cinque agriturismo.
In ginocchio decine di imprese agricole e zootecniche a conduzione familiare che si sono viste distruggere dal fuoco le strutture abitative e produttive e uccisi gli animali. Anche due dei cinque agriturismi evacuati hanno riportato danni notevoli, mentre è stata smentita seccamente dalle forze antincendio operanti che il fronte del fuoco si sia avvicinato pericolosamente alla casa di reclusione di Is Arenas e all'oasi Wwf di Scivu, rimasti sempre a distanza di sicurezza dal rogo, che in alcun punto ha superato il passo Bidderdi.
Le operazioni di bonifica eseguite al termine dello spegnimento da parte di un imponente schieramento di forze antincendio aeree e a terra, sembrano al momento reggere. Tutti i focolai residui sono stati spenti, ma c'è sempre il timore che qualcuno sia ancora attivo sotto la coltre di cenere e fra i tronchi delle piante bruciate, e che possa da un momento all'altro riprendere vigore. Corpo forestale e Protezione civile tengono costantemente sotto controllo il territorio attraverso le vedette fisse dislocate nelle alture strategiche e diverse pattuglie perlustrano la zona.

I danni sono ancora da quantificare, ma già gli esperti parlano di cifre plurimilionarie. Le amministrazioni comunali di Arbus e di Gonnosfanadiga hanno chiesto il riconoscimento dello stato di calamità. Incendi si sono registrati contestualmente al disastro ambientale che ha colpito Arbus e Gonnosfanadiga anche a Guspini (dove è stata evacuata la Comunità Betania per disabili che sorge in località Terramaistus), a Villacidro e a Furtei.

L'assessore. "Se le campagne sono coltivate e curate gli incendi vengono spenti con maggior facilità e le condizioni estreme gestite con risultati migliori. La Sardegna si salvaguarda valorizzando e investendo sulla presenza umana che ancora anima le nostre campagne. I custodi dell'ambiente stanno anche nelle aziende agricole, che presidiano quotidianamente il territorio". E' il commento sulla giornata di incendi dell'assessore regionale dell'Ambiente, Donatella Spano.
"Sono stata sempre in contatto con il Corpo forestale e la Protezione civile e posso dire che, ieri sera, ci siamo trovati di fronte a condizioni ambientali estreme, che hanno reso la pericolosità molto alta – ha spiegato – Ciononostante la macchina organizzativa ha funzionato bene, evitando che l'emergenza si trasformasse in tragedia". Secondo la Regione, gli incendi che in queste ultime 24 ore hanno colpito il Sulcis, l'Oristanese e in particolare il Medio Campidano hanno distrutto migliaia di ettari di boschi e pascoli, attraversando aziende agricole, bruciando animali e colture. Uno dei teatri più difficili ha interessato i territori fra i comuni di Guspini, Arbus e Gonnosfanadiga. Ieri pomeriggio è stato subito organizzato il Posto di comando avanzato (la struttura incaricata di seguire l'emergenza), dove si sono coordinati gli interventi fra Corpo forestale, Vigili del fuoco, Protezione civile, sindaci, barracelli e volontari. Alle centinaia di persone impegnate a terra per domare le fiamme hanno dato ausilio, a rotazione, 4 canadair e altrettanti elicotteri.
"Poco dopo le 21 di ieri ci siamo trovati di fronte a condizioni ambientali estreme e l'incendio è degenerato – ha spiegato il Direttore provinciale del Corpo forestale di Cagliari, Giuseppe Delogu, presente nelle aree interessate – L'umidità era scesa al 23%, la temperatura si era attestata intorno ai 30 gradi e il vento soffiava a 18 metri al secondo. A quel punto i roghi hanno ripreso vigore con fiamme alte fino a 20 metri". La situazione è rientrata sotto controllo solo nella tarda mattinata di oggi. Domati i roghi, sono partite le operazioni di bonifica con gli spegnimenti sito per sito e da domani si inizieranno a fare i bilanci dei danni materiali