La rinascita dopo il commissariamento del 2011: 109 milioni di raccolta, triplicata dal 2012 ad oggi, 65 milioni di impieghi, verso il raddoppio entro l'anno. E poi 1700 soci e 3500 clienti. Sono alcuni numeri del bilancio degli ultimi due anni e mezzo della Banca di Cagliari illustrati durante l'inaugurazione della nuova agenzia di via Cocco Ortu.
Altre cifre: incremento della clientela del 40 per cento, 2800 carte di debito-credito rilasciate (+36%), servizi di home banking cresciuti del 55 per cento. In più gli ultimi dati del Sole 24 ore: primi in Italia per rendimenti sui 12 e 36 mesi. E quarti sui 6 mesi. "Ci sono clienti – ha spiegato il presidente Aldo Pavan – che vivono lontano dalla Sardegna che hanno scelto la nostra banca: per instaurare personalmente il rapporto hanno preso un volo Ryanair e poi sono ripartiti. Le principali caratteristiche del nostro istituto – ha proseguito Pavan – sono il forte radicamento nell'area vasta cagliaritana e l'appartenenza al credito cooperativo nazionale".
Il presidente ha ricordato anche il periodo più problematico della banca. "C'è stato un regime commissariale sino a novembre del 2011 – ha spiegato – ma in circa due anni e mezzo sono stati raggiunti obiettivi ritenuti prima proibitivi e che oggi portano a considerare la Banca di Cagliari quale esempio di corretta gestione e di imprenditorialità bancaria". Testimonial della nuova fase (un'immagine spot insieme a una pecora e alla basilica di Bonaria, uno dei simboli di Cagliari) è Pierluigi Damiani, imprenditore di 64 anni, protagonista insieme alla figlia di una start up incentrata sull'utilizzo della lana di pecora come isolante per l'edilizia.
L'iniziativa, aiutata dalla banca, si chiama Brebey ed ha vinto recentemente il VII premio nazionale impresa ambiente nella categoria "miglior processo sostenibile".







