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"I Giganti di Monte Prama non si toccano. Devono stare a casa loro, nel Sinis, e da nessuna altra parte. Devono restare uniti e nessuno li deve dividere. I giganti di Monte Prama non ci fanno niente al Quirinale. Siamo dinnanzi ad un governo che cerca in tutti i modi di vendere fumo ma che sfugge ai problemi veri della cultura sarda", così il deputato Mauro Pili (Unidos) che ha anche dichiarato che i fondi per gli scavi annunciati oggi dal sottosegretario dei beni Culturali Francesca Barracciu, durante un sopralluogo nell'oristanese, sono del 2011.
"Chi propone di portare un Gigante al Quirinale – ha sottolineato Pili – non ha capito l'imponenza della scoperta.

Questa proposta estemporanea e grottesca di portare i giganti di Monte Prama, fosse anche solo uno, al Quirinale, è un'offesa al Popolo sardo e all'accademico dei Lincei Giovanni Lilliu che si era sempre dichiarato contrario a qualsiasi tipo di separazione dei Giganti, e totalmente contrario all'allontanamento dal luogo del ritrovamento. Pensare di mettere in mostra un Gigante al Quirinale, e non l' intero monumentale ritrovamento nel Sinis significa umiliare la Sardegna e i sardi. E' offensivo che un rappresentante del governo venga in Sardegna a spacciare come nuovi finanziamenti che nel 2011 feci stanziare dal ministro Bondi per la ripresa di quegli scavi. Questo governo non stanzia nemmeno un euro in più e soprattutto non mette in campo soluzioni che consentano di evitare che imprese esterne possano occuparsi degli scavi. Occorre trovare soluzioni che vedano gli archeologi e le università sarde protagoniste di quei ritrovamenti".

Pili ha anche annunciato che "avvieremo una mobilitazione per ribadire che servono risposte serie e non propaganda a buon mercato. Abbiamo già avviato nei principali socialnetwork una campagna denominata #sosgigantesnonsitoccano. E stamane ho anche sollecitato il presidente della Camera perché venga immediatamente discussa in parlamento una interrogazione sull'argomento".