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Segnali positivi per le imprese sarde: nel secondo trimestre 2014 ben 2.709 nuove aziende a fronte di 1.553 cessazioni. Con un tasso di crescita raddoppiato rispetto all'anno precedente: Sassari la provincia più intraprendente. Il settore artigiano soffre ancora ma dà qualche segno di ripresa: iscritte alle Camere di Commercio 481 nuove imprese contro 597 cessazioni (-0,30% contro il -0,87% dello scorso anno). Sono i dati su natalità e mortalità delle imprese isolane nel secondo trimestre riportati da Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta sui Registri delle imprese delle Camere di commercio italiane da Unioncamere-InfoCamere. |
I dati provinciali dicono che Sassari è la provincia col maggiore tasso di crescita delle imprese (+0,83%), seguono Nuoro, Cagliari e Oristano, con una crescita dello +0,60% in linea con il resto d'Italia. Quanto alla nati-mortalità delle imprese artigiane, l'unica provincia che ha registrato un leggero aumento è quella di Nuoro con uno +0,03% (due imprese in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). Tutte le altre province hanno invece un segno negativo. Fanalino di coda è la provincia di Cagliari che, con 178 nuove aziende artigiane e 259 cessazioni, registra il risultato peggiore: -0,59%. "La crisi economica pesa ancora sul sistema produttivo sardo ma anche se con fatica le imprese stanno dimostrando di avere capacità di reazione – commentano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna -. I dati di Unioncamere dimostrano che la vitalità del nostro sistema di imprese, se accompagnata e supportata da strumenti e politiche pubbliche di qualità, può farci uscire dalla crisi. E' quanto ci attendiamo dal governo regionale, atteso ora nel rendere concreti e operativi i propositi di riforma annunciati sui diversi ambiti".







