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Un imprenditore del settore caseario si è incatenato oggi all'ingresso del Tribunale di Sassari per protestare contro le difficoltà burocratiche e le ingiustizie legali che avrebbe subito, che sarebbero alla base della chiusura del Caseificio della Nurra.
Il clamoroso gesto di protesta ad opera di Massimo Bo, titolare dell'azienda, è tuttora in atto e andrà avanti ad oltranza fino a quando l'interessato non riceverà le necessarie rassicurazioni e l'impegno che le autorità competenti si facciano carico del suo caso.
Tra le truffe denunciate, spicca in particolare la manomissione dei certificati di garanzia dei macchinari utilizzati all'interno dell'azienda. Sinora la pretesa di ottenere giustizia è stata vana, e le vicende giudiziarie scaturite dalle denunce di Bo sono state prescritte.
Il Caseificio della Nurra, che si trova nel territorio del Comune di Porto Torres, è operativo da dodici anni e ha ottenuto numerosi riconoscimenti. La protesta dell'imprenditore proseguirà con lo sciopero della fame e della sete.