Il pubblico ministero di Cagliari, Giangiacomo Pilia, ha rinunciato al ricorso per il fallimento di Abbanoa.
All'origine della decisione, c'è la consulenza tecnica voluta dalla Procura e depositata in questi giorni in cui sono stati evidenziati una serie di elementi a favore dell'azienda.
In particolare l'approvazione del bilancio 2013 in cui emerge un attivo di 70 milioni di euro, la capitalizzazione di circa 38 milioni di euro e il conguaglio, cioè la delibera dell'autorità d'ambito che sancisce la legittimità di conguagli tariffari che determinano una sopravvenienza per circa 100 milioni di euro.
L'udienza, già fissata per il 16 settembre prossimo davanti al giudice Vincenzo Amato del Tribunale Civile di Cagliari, che doveva decidere sul fallimento, è stata quindi anticipata a questa mattina.
Il percorso di risanamento avviato da Abbanoa sarebbe stato considerato soddisfacente e quindi sono stati ritenuti insussistenti i presupposti per il fallimento.
L'istanza di fallimento era stata sollecitata dal Pm di Nuoro, Andrea Schirru e poi trasmesso per competenza territoriale a Cagliari. Ora dunque si va verso la chiusura del procedimento.
La politica. La Procura di Cagliari ha ritirato la richiesta di fallimento per la società Abbanoa, ora attendiamo la decisione da parte del collegio. E' stato possibile realizzare questo risultato grazie alla collaborazione di parti dell'amministrazione regionale, che erano spesso in conflitto tra loro, grazie alla capitalizzazione da parte della Regione e alle banche". Lo ha detto l'assessore regionale dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda.
"Se paghiamo la scadenza giusta, magari non pagheremo gli stipendi in ritardo ai dipendenti Abbanoa – ha aggiunto – e se accettiamo di aumentare di un centesimo a metro cubo la tariffa idrica possiamo pagarci un'assicurazione sulle perdite e magari possiamo rifare una rete colabrodo con un piccolo contributo in bolletta. Inizia la stagione in cui aumentano le nostre responsabilità e lo scenario non è più catastrofico come quello di sei mesi fa".
Paci. "La società era in una gravissima situazione e questi sono stati quattro mesi di duro lavoro per il riconoscimento da parte della magistratura – ha aggiunto l'assessore della Programmazione, Raffaele Paci -. Con lo stesso metodo stiamo affrontando tutte le varie partite".







