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Tra stop and go, la complessa vertenza Alcoa registra passi avanti, secondo il ministero dello Sviluppo economico. Se con il Gruppo Klesch l'interlocuzione è in fase ''di stallo'', dalla multinazionale anglo-svizzera Glencore emerge invece un ''forte interesse'' a subentrare nella gestione dello smelter di Portovesme, secondo ha quanto ha riferito il vice ministro, Claudio De Vincenti, al Tavolo sulla vertenza che ''resta comunque complessa''.

E' soprattutto sul fronte del costo dell'energia- ha riferito l'esponente del Governo- che si sta lavorando, insieme con la Regione Sardegna, con particolare intensità per garantire all'investitore un prezzo competitivo nel mercato europeo e, soprattutto, fisso nel tempo.

Prima della pausa estiva, è già in calendario un nuovo incontro Mise-Glencore che – in presenza di ulteriori sviluppi positivi – potrebbe portare alla stipula di un Memorandum of understanding entro il mese di agosto. Nel frattempo Alcoa garantirà la manutenzione del sito fino al 31 luglio e, dopo tale termine, una cura dello stabilimento tale da garantirne la ripartenza. Quanto agli ammortizzatori sociali per l'indotto, il Mise ha fornito al Ministero del Lavoro tutto le informazioni necessarie ad una proroga fino al 31 dicembre.
All'incontro hanno preso parte il vice segretario generale della Presidenza del Consiglio Raffaele Tiscar, il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, il coordinatore del Piano Sulcis Salvatore Cherchi, numerosi sindaci della zona, l'amministratore delegato della Portovesme, Giuseppe Toia, i rappresentanti dei sindacati. La Task Force Alcoa è stata riconvocata per martedì prossimo, 29 luglio.

L'azienda. ''Malgrado gli sforzi compiuti finora Alcoa non ha ancora ricevuto un'offerta formale per l'impianto di Portovesme, né un valido piano industriale, condizione che riteniamo essenziale per la vendita''. E' quanto afferma l'azienda in una nota ribadendo ''che il periodo di manutenzione terminerà il 31 luglio 2014''. ''Questo non pregiudica – per Alcoa – la possibilità di trasferire lo smelter ad un altro operatore affidabile''.

L'azienda rivendica di aver già esteso due volte la scadenza per mantenere l'impianto in condizioni che consentono la ripresa delle attività ed essere ''rimasti disponibili a negoziare la vendita per oltre due anni''. ''Continueremo a tenere fede agli impegni presi nei confronti dei nostri dipendenti, agendo in buona fede così come abbiamo sempre fatto'', conclude l'Alcoa.

I sindacati. Per l'Alcoa ''siamo di fatto al tramonto dell'ipotesi Klesch ma c'è una novità positiva che è l'intervento di un importante produttore di energia disposto a entrare in un progetto per dare una prospettiva concreta allo stabilimento di Portovesme''. Lo afferma il coordinatore della Fiom-Cgil per la siderurgia, Gianni Venturi, ricordando che i lavoratori sono all'80esimo giorno di presidio ininterrotto.
''L'incontro di oggi poteva andare peggio, abbiamo avuto elementi di chiarezza in più'', osserva il sindacalista.
Dai sindacati è arrivata la disponibilità ad andare oltre il termine del 31 luglio che era stato posto dal ministero dello Sviluppo per l'avvio della fase stringente della trattativa con Glencore, che potrebbe arrivare il mese prossimo. Intanto l'Alcoa ha garantito che coprirà i costi di restarting e le condizioni tecniche per il riavvio degli impianti fino alla fine dell'anno.

Cisl. Il negoziato per l'acquisizione dell'Alcoa di Portovesme con Klesch è in ''totale stallo'', mentre con Glencore ''è in una fase delicata'' e nei prossimi giorni si tenterà di gettare le basi per un memorandum of understanding per avviare la trattativa con Alcoa. E' quanto afferma il segretario nazionale Fim Cisl Marco Bentivogli al termine del tavolo al Ministero dello Sviluppo. ''Non gettare la spugna, ognuno faccia la sua parte'', è l'appello del sindacalista.
Il dialogo con Glencore è in corso di approfondimento sugli strumenti per assicurare un costo dell'energia che garantisca la competitività dello stabilimento. Il confronto proseguirà mercoledì 29 al Mise con una riunione della task force tra i sindacati, la Regione Sardegna, la presidenza del Consiglio e il ministro del Lavoro.