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Il centrodestra occupa l'Aula del Consiglio regionale per protestare contro l'intesa raggiunta da Stato e Regione per il pareggio di bilancio nel 2015 e per l'allargamento dei vincoli del patto di stabilità per il 2014 pari a 364 milioni di euro.
Gli esponenti delle opposizioni, indossando la maglia con i Quattro Mori, si sono seduti tra i banchi della Giunta quando la seduta è stata sospesa e convocata la conferenza dei capigruppo, propri a seguito dello sventolio di bandiere. I presidenti dei gruppi del centrodestra hanno chiesto lo slittamento dei lavori dell'Aula a domani.

L'accordo raggiunto con lo Stato non è un grande risultato perchè il pareggio di bilancio è una modifica della Costituzione che si applicherà a tutte le regioni italiane e noi abbiamo anticipato qualcosa che sarebbe stato possibile solo sulla base di specifiche norme di attuazione. E per ottenere questo abbiamo fatto delle rinunce, tra queste quella di accertare noi stessi le entrate che per il 2015 saranno inferiori rispetto al 2013". Così l'ex governatore Ugo Cappellacci (Fi) ha tuonato in Aula contro l'intesa Stato-Regione sul pareggio di bilancio per il 2015 e l'allentamento dei vincoli di bilancio per il 2014, pari a 364 milioni di euro.

"Ma quali sanzioni abbiamo evitato per il 2013? – si è chiesto Cappellacci – Piuttosto mi sembra che questa Giunta faccia la figura del don Abbondio". Secondo il capogruppo del Psd'Az Christian Solinas, "purtroppo prendiamo coscienza che il cammino sull'indipendenza della Sardegna è ancora lungo", mentre per Daniele Cocco (Sel), che ha difeso l'accordo, "la Sardegna non è stata svenduta e nessuna bandiera sarda è stata regalata".
Di "stupore e preoccupazione" ha parlato il capogruppo Udc Gianluigi Rubiu, che vede nell'intesa "più che una patacca, un vero atto di sottomissione nei confronti di uno Stato tiranno che vuole demolire l'autonomia dell'Isola".
"La conseguenza di quest'accordo è l'istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate", ha detto, sostenendo la Giunta, Emilio Usula di Soberania e Indipendentzia. "E' una sconfitta per un accordo al ribasso", gli ha replicato Paolo Truzzu di Fdi.
Efisio Arbau (Sv), sempre in appoggio all'esecutivo, ha detto che questa "è sfida difficile che ci vogliamo assumere, mentre il possibile sviluppo dell'accordo è discutere degli accantonamenti per togliere i vincoli agli enti locali". E Pietro Cocco (Pd) ha spiegato che "in bilancio ci saranno più denari e oggi è fuori da ogni pudore dire che non doveva essere superato il patto di stabilità. Gli slogan sono finiti, anche per noi".

Una class action contro l'intesa Stato-Regione sul pareggio di bilancio per il 2015. Lo ha annunciato il consigliere regionale di Zona Franca, Modesto Fenu, in una conferenza stampa con gli esponenti delle opposizioni nella quale si è annunciato la ripresa dei lavori dell'Aula per domani.
"Ma dipende dall'atteggiamento della maggioranza e del presidente Pigliaru – spiega – che deve rispondere in Aula personalmente e deve fare un'apertura su alcuni punti dell'accordo".
"Nessuna volontà di rallentare i lavori del Consiglio regionale, che per ora non ha portato avanti grandi processi di riforma, ma solo un gesto forte per non far passare sotto silenzio l'idea di ipotecare il ruolo dell'Assemblea sarda creando di fatto un vulnus della democrazia – ha detto il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, sintetizzando la protesta del centrodestra che ha occupato l'Aula del Consiglio – hanno minimizzato la portata di questo accordo al ribasso, che ha svenduto quello che in anni è stato conquistato, rinunciando ai diritti consolidati ottenendo minori risorse rispetto a quelle che avremmo dovuto conseguire".
L'ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci (Fi), ha ribadito che la protesta nasce sulla base del fatto che si è di fronte ad un "accordo non straordinario, ma un salto nel buio".
"Da oggi non consentiremo più di essere calpestati – ha tuonato Gianluigi Rubiu, capogruppo Udc – Abbiamo proposto uno slittamento dei lavori a domani, ma il capigruppo Pd ha rilanciato dicendo di voler discutere domani di sanità, quasi un ricatto".
"Nel giro due settimane questa Giunta ha stretto l'accordo sul pareggio di bilancio e su Tirrenia e allora è meglio che si astenga – ha detto Michele Cossa dei Riformatori -. Non si capisce neppure l'atteggiamento di alcune forze della maggioranza perchè Sel raccoglie firme contro pareggio di bilancio a livello nazionale e i sovranisti sembrano quelli più antiautonomisti di tutti".
Secondo Christian Solinas del Psd'Az, "si va a Roma per ottenere di meno e per fare continui passi indietro", mentre per Modesto Fenu di Zona Franca, "non si tratta di ostruzionismo, ma di evidenziare che un accordo di questo tipo senza benestare Consiglio è palesemente illegittimo".
Paolo Truzzu ha lanciato un invito alla maggioranza per avere atteggiamento responsabile, "avremo dato suggerimenti per migliorarlo, ma ora abbiamo rinunciato ai soldi che ci spettavano".