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"Dal 2015 non si applicano limiti di spesa del Patto ed è questo il risultato più grande che siamo riusciti ad ottenere, cioè più di quello che ci saremo aspettati. Penso che una cosa del genere sia un risultato che anche zia Peppina di Sennori riesce a comprendere. Spero che si smetta di fare mistificazione e si accetti questo risultato".
Così l'assessore regionale della Programmazione, Raffaele Paci, nella replica della Giunta al dibattito di ieri sull'intesa Stato-Regione sul pareggio di bilancio per il 2015, conclusosi bruscamente con l'occupazione dell'Aula da parte del centrodestra che ha sventolato bandiere dei Quattro Mori.
"Tante cose rimangono da fare e cioè le norme di attuazione e l'istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate – ha aggiunto Paci, che è stato anche contestato dai banchi dell'opposizione -. Il Consiglio regionale è stato coinvolto, perché appena è stato firmato l'accordo ho telefonato all'ex presidente della Regione Ugo Cappellacci per informarlo. Invece abbiamo assistito dentro e fuori dall'Aula a contrapposizioni aprioristiche e falsità".
Paci ha precisato che "l'accordo non coinvolge gli enti locali, ma solo la Regione" e che la situazione senza accordo "e che abbiamo ereditato" prevedeva che le entrate non fossero definite con precisione, ma ora concorderemo le regole".
Nel frattempo la seduta dell'Aula è sospesa e il centrodestra sta predisponendo un ordine del giorno. 

Cappellacci. "Daremo battaglia affinché i ricorsi non vengano ritirati, la legge sul fondo unico non sia abrogata e l'accordo patacca venga stracciato e rinegoziato". Lo ha annunciato l'ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci, commentando la replica dell'assessore alla Programmazione in Consiglio regionale sull'accordo Pigliaru-Padoan relativo al Patto di stabilità.

"Questo – spiega l'esponente di Forza Italia – è un accordo prendi zero e paghi cinque: ci sono 300 milioni in meno per il 2014; la rinuncia ai ricorsi determinerà un sacrificio di centinaia di milioni di euro ogni anno per l'isola; il pareggio di bilancio, accettato senza alcun contrappeso e senza norme di attuazione che mettano al riparo le entrate dai capricci romani, sarà un boomerang, perché il gettito e conseguentemente la possibilità di spesa saranno minori rispetto agli anni precedenti".
"Ora l'accertamento delle entrate passa nelle mani di uffici che provavano a toglierci anche 150 milioni di euro in un anno; l'impegno ad abrogare la legge che liberava le risorse del fondo unico – conclude Cappellacci – è un atto di sottomissione senza precedenti con conseguenze drammatiche per il sistema Sardegna".