"Marceremo in diecimila su Cagliari per far sentire la nostra voce e per riprenderci la sovranità sul mondo della campagna, rispetto al quale nessuno più ci ascolta". Il grido di battaglia di Felice Floris, leader del Movimento dei pastori sardi, parte da Ozieri e arriva forte e chiaro sino al palazzo della Regione. Nell'area fieristica di San Nicola, nella zona industriale del capoluogo del Monte Acuto, gli allevatori rispondono in massa all'appello di Floris e si presentano almeno in 400, per dare vita a un'assemblea particolarmente proficua.
"La gente delle campagne è con noi e sa bene che abbiamo ragione, anche per rispetto nei loro confronti non vogliamo e non possiamo più essere ignorati", è il messaggio che il capo dei Movimento rivolge in particolare all'assessore regionale dell'Agricoltura, Elisabetta Falchi, "che sin qui non ha ritenuto di doverci incontrare". Per questo i pastori hanno chiesto nei giorni scorsi le sue dimissioni.
"L'idea è quella di far cambiare idea alla Regione in maniera pacifica ma molto determinata, perché le partite in ballo sono troppo importanti per essere giocate senza il nostro contributo", rincara Floris. Sul tavolo c'è la questione legata alla lingua blu e ai vaccini, ma gli allevatori chiedono soprattutto di avere spazio nei luoghi in cui si discute del nuovo Piano di sviluppo rurale e della destinazione dei finanziamenti comunitari. "Più in generale, siamo stanchi di subire – attacca ancora il leader del Movimento – non ci piace l'idea che nelle nostre campagne chiunque arriva comanda senza nemmeno interpellarci. Per questo motivo, dopo le assemblee di Nuoro e di Cagliari, previste per le prossime settimane, stabiliremo la data per una grande manifestazione nel capoluogo sardo, che a questo punto non possiamo più evitare".
Regione Pastori sul piede di guerra: “In 10 mila a Cagliari”
Pastori sul piede di guerra: “In 10 mila a Cagliari”







