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"L'obiettivo della polizia di Stato è quello di assicurare la sicurezza e rispondere alle istanze dei cittadini, una cosa che in questi quattro anni a Cagliari e negli undici trascorsi in Sardegna ho cercato di portare avanti, rispondendo alle richieste più semplici e risolvendo anche questioni non legate a fatti di criminalità organizzata. Questo lavoro mi mancherà  e mi mancherà nel contempo l'Isola dove ho creato rapporti personali difficili da dimenticare".

E' soddisfatto per la promozione ma allo stesso tempo dispiaciuto di andarsene, il primo dirigente Leo Testa, che dal primo settembre lascia la direzione della squadra mobile di Cagliari per trasferirsi a Mantova dove ricoprirà l'incarico di Questore vicario.

Oggi ha salutato i colleghi, ringraziandoli per il lavoro svolto. Al suo posto arriverà da Roma il primo dirigente Luca Armeri. "Auguro al mio successore buon lavoro – ha detto Testa – troverà una squadra mobile collaudata, disponibile e compenetrata nel territorio. I ringraziamenti vanno proprio ai miei collaboratori che hanno permesso, insieme a un rinnovato rapporto con la Dda locale, di conseguire risultati lusinghieri e di ottenere nel contempo il riconoscimento da parte della cittadinanza per grazie alla nostra azione ha ora una più ampia percezione di sicurezza collegata alla polizia".

Quanto ai suoi superiori, il dirigente ha voluto ringraziare l'attuale Prefetto di Sassari "per avermi portato a Cagliari", ha spiegato, e il Questore Filippo Dispenza "che ha favorito questa mia ultima promozione". 

Senza dimentica il Procuratore della Repubblica Mauro Mura e i suoi collaboratori per avergli permesso "di conseguire tanti brillanti risultati".

Tra i successi che Testa ricorda con più soddisfazione ci sono l'arresto degli assassini dell'imprenditore quartese Riccardo Meloni e l'individuazione e cattura di mandante ed esecutore materiale dell'omicidio di Dina Dore, la giovane mamma di Gavoi ammazzata nel 2008.

Per il Questore un addio sofferto al capo della Mobile. "Indubbiamente se ne va via un grande amico e un dirigente di polizia che ha sempre goduto della mia massima stima – ha sottolineato Dispenza – gli auguro tutto il bene possibile per questo percorso che lo porterà a fare il questore. Una persona con grandi qualità professionali e umane che ha l'istituzione impressa nel suo Dna".