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"Il tempo delle parole nell'isola è finito il 17 febbraio, ora si lavora", è l'esordio del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, sul palco di Buggeru per la commemorazione dei minatori uccisi 110 anni fa. Il governatore ha affrontato temi locali, come la vertenza dell'Igea, società partecipata al 100% dalla Regione e che dovrebbe effettuare le bonifiche, ed altri generali come la questione del Patto di stabilità, la burocrazia, la vertenza Alcoa.
"Da oggi inizia la stagione della programmazione – ha detto Pigliaru – vogliamo ascoltare, raccogliere idee e decideremo".
Quanto alla questione industriale il governatore ha aggiunto che "è inaccettabile che imprese vadano via dopo aver preso risorse pubbliche. Non è sviluppo un'impresa che quando non prende soldi pubblici va via. Lo sviluppo lo fanno le imprese serie". Quanto alla burocrazia "serve, ma decente e non indecente, non quella che tiene un porto insabbiato. La burocrazia sta uccidendo lo sviluppo". Sul caso Alcoa di Portovesme ha chiarito: "Il tavolo si chiama Alcoa e se non ci fossimo noi sarebbe deserto: la Regione non ha intenzione di lasciare il Governo solo. Siamo molto concentrati ma non vorremmo che l'Esecutivo si distraesse".
Cisl. “Presidente non ci costringa a un altro sciopero generale", è l'appello che la segretaria regionale della Cisl, Oriana Putzolu, ha lanciato dal palco di Buggerru al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, nel corso della commemorazione dei minatori uccisi 110 anni fa.
"Presidente, noi siamo portatori di interessi – ha detto la sindacalista -, vogliamo lavoro per i disoccupati e difendere quello che c'è". E poi un messaggio per i morti sul lavoro e la richiesta per la risoluzione delle vertenze.
Il ricordo e il sacrificio dei minatori, lo sviluppo che passa per il lavoro, sono alcuni dei temi affrontati dal segretario Cgil Susanna Camusso, a Buggerru per la commemorazione dei tre minatori uccisi nel 1910 durante il primo sciopero generale d'Italia.
Nel suo intervento Camusso ha parlato di ciò che avvenne allora ma anche dell'importanza delle lotte sindacali, ed ha fatto una sorta di parallelismo con oggi: "Ve lo potete immaginare quali saranno le future attività? L'industria che nel frattempo sparisce? Ve lo potete immaginare un'idea di sviluppo in cui l'unica variabile è quella in cui bisogna cancellare i contratti nazionali di lavoro o ridurre i salari e in cui tutto viene concentrato sull'idea che basta ridurre i costi e avremo grandi risposte? Quella politica è fallita. Fallì all'inizio del '900 e fallisce anche oggi".
Alcoa. "Importante l'impegno della Regione per Alcoa”, ha dichiarato la Camusso, “diverso da quello che abbiamo conosciuto gli anni scorsi, fatto di azione e non di proclami. Ora vorremmo un passetto in più. Vorremmo che ci si ricordasse che Alcoa e la storia dei dipendenti Alcoa, delle lavoratrici e lavoratori degli appalti e dell'indotto, è quella di un ciclo dell'alluminio, e non solo: la Sardegna non può fare a meno di una politica industriale, bisogna rivendicare nuovamente questa scelta come facemmo in anni lontani".
Il sindacato. Il segretario ha ricordato il ruolo del sindacato nell’Italia di oggi. "Quanta arroganza c'è in chi dice che non gli serve interloquire con la rappresentanza dei lavoratori, quale idea c'è in chi deve cambiare il Paese se si nega quello che ha determinato il grande cambiamento dell'Italia. Non si possono paragonare le condizioni che c'erano allora alle condizioni che ci sono oggi – ha precisato Camusso – ma siamo coscienti dello straordinario cambiamento che è avvenuto grazie alle lotte dei lavoratori, un cambiamento che non è avvenuto perché qualcun altro l'ha determinato. Allora da Buggerru , dal sacrificio di Felice, Salvatore e Giustino, e tanti altri in giro per l'Italia, è nata la rappresentanza dei lavoratori. Le federazioni dei minatori, le camere del lavoro".
Scuola. "Se la scuola non continua a essere uno straordinario investimento, se la si taglia, se si mantiene l'obbligo scolastico a 14 anni, a 15 anni, come era 50 anni fa non si sta forse facendo uno straordinario torto alle giovani generazioni?", così Susanna Camusso, secondo la quale "bisogna sanare una ferita, quella di aver tagliato le risorse all'istruzione".
"Bene fa il presidente della Regione Sardegna – ha aggiunto – a dire che uno degli investimenti che bisogna fare è quello per rimettere in condizioni positive le scuole di questo Paese che devono essere un luogo sicuro, un luogo dove si può trascorrere la propria giornata continuando a imparare aumentando la propria conoscenza".
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