Riprenderà il 18 settembre in Corte d'Assise a Nuoro il processo a carico di Francesco Rocca, il dentista di Gavoi accusato di essere il mandante dell'omicidio della moglie Dina Dore, avvenuto nel marzo 2008.
Come anticipato oggi dal quotidiano L'Unione Sarda, i legali di Rocca, Mario Lai e Angelo Manconi, hanno depositato presso la Cassazione l'istanza del trasferimento del processo in altra sede, per il brutto clima che si sarebbe creato nell'aula del tribunale nuorese, che non permetterebbe ai giudici di sentirsi liberi e imparziali nel giudizio, ma secondo l'avvocato di parte civile per la famiglia Dore, Mariano Delogu, "il processo ripartirà il 18, d'altronde il codice parla chiaro: in attesa che la Cassazione si pronunci, la fase di accertamento delle prove e quindi l'acquisizione delle testimonianze, può andare avanti. Mentre in assenza di un responso della Corte Suprema, si deve interrompere la fase della discussione: la requisitoria del Pm e le arringhe degli avvocati".
Restano ancora da sentire alcuni testimoni della difesa che andranno avanti al massimo per altre due udienze, questo è quello che il presidente della Corte Antonio Luigi Demuro aveva programmato a luglio, prima della sospensione per le ferie estive.
Il processo contro Francesco Rocca l'8 agosto scorso ha subito un duro colpo: la condanna in appello a Sassari di Pierpaolo Contu (minorenne all'epoca dei fatti), già condannato in primo grado a 16 anni di carcere, e ritenuto dai giudici l'esecutore materiale del delitto, assoldato da Rocca per uccidere la moglie in cambio di 250 mila euro. Questa la tesi formulata anche dal pm della Dda Danilo Tronci, nel processo a carico del dentista di Gavoi. Ma ora, secondo i suoi legali, i giudici non sarebbero liberi e imparziali dopo le minacce contro la famiglia Rocca e altre persone di Gavoi.
La prosecuzione o meno del processo nella Corte d'Assise di Nuoro dipende dal responso della Cassazione che potrebbe avere bisogno di qualche mese di tempo per decidere. Un tempo imprevedibile anche per il legale della famiglia Dore: "Ammetto di non essere un esperto in questa materia – conclude l'avv.
Delogu – anche perché una richiesta del genere in 58 anni di professione non mi era mai capitata. Eppure ho visto processi per omicidio molto più turbolenti di questo".
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Processo omicidio Dina Dore, clima pesante in aula, chiesto il cambio di sede







